In Australia, droni affiancano i guardaspiagge per l'avvistamento degli squali

In Australia, droni affiancano i guardaspiagge per l'avvistamento degli squali

Ciascun drone, oltre ai sensori di acquisizione delle immagini, incorpora un software AI-powered sviluppato per distinguere gli squali, da barche e da altri animali e mezzi marini: denominati "Little Ripper" queste nuove vedette hanno già fatto la loro comparsa in un programma di prova lo scorso anno, ottenendo a suo tempo buoni risultati

di Carlo Pisani pubblicata il , alle 14:41 nel canale Tecnologia
 

L'Australia, a seguito di recenti attacchi da parte degli squali ai bagnanti, annuncia l'inizio, a partire dal mese prossimo, del test di una flotta di droni che pattuglieranno le coste per individuare e segnalare tempestivamente la presenza di squali vicino alle zone balneari, così da tutelare maggiormente i bagnanti.

Ciascun drone, oltre ai sensori di acquisizione delle immagini, incorpora un software AI-powered sviluppato per distinguere gli squali, da barche e da altri animali e mezzi marini: denominati "Little Ripper" queste nuove vedette volanti hanno già fatto la loro comparsa in un programma di prova lo scorso anno, ottenendo già a suo tempo buoni risultati; oggi giorno, maggiormente sviluppati ed arricchiti con le ultime tecnologie, hanno tutte le carte in regola per offrire un ottimo servizio alla comunità.

Nabin Sharma, ricercatore presso la University of Technology School of Software di Sydney, precisa che questo nuovo sistema punta principalmente a migliorare l'accuratezza del rilevamento degli squali dall'alto: le attuali perlustrazioni fatte a bordo di elicotteri, se pur con personale addestrato, offrono una percentuale di accuratezza compresa tra il 20-30%, quanto rilevato da un drone raggiunge il 90% di precisione, riducendo drasticamente i fenomeni di falso allarme.

L'acquisizione della presenza di uno o più squali avverrà, oltre che con la segnalazione in tempo reale, anche con foto e video aerei che saranno condivisi sulle varie piattaforme informative al fine di sensibilizzare i cittadini; per quanto riguarda invece la segnalazione immediata in loco, all'avvistamento di uno squalo, il drone segnalerà la situazione di pericolo ai nuotatori attraverso un megafono, nonché tramite comunicazioni riservate al personale di terra.

Secondo Little Ripper Group, società che ha sviluppato questi droni, in futuro, oltre al ruolo di semplice segnalazione, essi potrebbero anche essere equipaggiati con accessori da sganciare all'occorrenza come zattere di salvataggio, fari di emergenza o addirittura un "repellente elettronico per squali".

Questa nuova attività di perlustrazione dal cielo è anche frutto di alcune problematiche nate con gli ambientalisti, in quanto all'inizio di quest'anno, l'Australia ha iniziato ad installare reti protettive sottomarine come barriere per proteggere i nuotatori dagli squali, alcuni ricercatori hanno messo in discussione l'efficacia delle reti subacquee e i sostenitori dell'ambiente dicono che potrebbero danneggiare altre fauna selvatiche non pericolose per l'uomo.

Nel mediterraneo sicuramente non abbiamo problemi di squali, ma quello ad esempio dei banchi di meduse in alcune zone della penisola è particolarmente sentito: questa nuova strada intrapresa dall'Australia potrebbe anche essere un buon esempio di un mezzo di controllo semi-automatico e relativamente economico per pattugliare dall'alto le coste ma non solo.

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