Un viaggio in Tesla dal nord alla Sicilia, senza Supercharger e spendendo 50 euro

Un viaggio in Tesla dal nord alla Sicilia, senza Supercharger e spendendo 50 euro

Percorrere l'Italia da nord a sud in 11 giorni, usando una Tesla Model 3 Long Range senza mai ricaricare ad un Supercharger? E' possibile, nonostante la diffusione delle soluzioni di ricarica pubbliche non così capillari come vorremmo. Ecco il racconto delle mie vacanze: 4.000km in elettrico

di pubblicato il nel canale Auto Elettriche
Model 3TeslaSupercharger
 

Dal nord al sud e ritorno: 4.000km in elettrico con Tesla Model 3 LR

Quest'estate ho realizzato un progetto che da un po' di tempo a questa parte avevo in mente: usare i giorni di ferie a disposizione (pochi, ahimè) per un road trip dal nord al sud d'Italia. Partenza da Luino, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore a 4km scarsi dal confine svizzero, con destinazione la Sicilia e in particolare la zona di Catania. Lungo il viaggio alcune soste a vedere località nel bel stivale che non ho mai avuto occasione di visitare in precedenza, così da spezzare un po' il viaggio unendo l'utile al dilettevole.

[HWUVIDEO="3158"]Un viaggio in Tesla dal nord alla Sicilia: no Supercharger e spesi 50€[/HWUVIDEO]

Tutto questo con un veicolo elettrico che guido dalla primavera 2021 e con il quale ho visto aumentare la mia percorrenza media mensile in misura radicale rispetto a quanto ero solito con la mia vecchia auto turbodiesel. Una sfida nella sfida, quella di un road trip lungo tutta l'Italia guidando un veicolo elettrico, alla quale ho voluto aggiungerne una ulteriore: quella di ricaricare le batterie della mia Tesla Model 3 Long Range senza mai usufruire della rete Supercharger di Tesla ma unicamente servendomi di altre soluzioni di pubblico accesso. Non solo: ho prenotato hotel che non prevedevano di offrire tra i servizi la disponibilità di una soluzione di ricarica per veicoli elettrici all'interno della propria struttura.

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stazione EnelX fast 50kW sul lungomare di Castellamare di Stabia

Per quale motivo ho voluto provare (spoiler: ce l'ho fatta alla fine!) a viaggiare così tanto senza usare la rete Supercharger che è così pratica ed efficiente, risultando essere uno dei valori aggiunti del guidare un veicolo Tesla al posto di un'altra EV? Il mio essere un osservatore dell'evoluzione della mobilità elettrica in Italia mi ha portato a scegliere questa prova, immedesimandomi in un possessore di veicolo EV che voglia effettuare un viaggio simile per lunghezza al mio dovendo usare la rete di ricarica pubblica a disposizione, soprattutto con le tante voci di "rete inesistente al Sud, è impossibile caricare, non ci si può muovere se non con i Supercharger una volta superata Napoli".

Una rondine non fa primavera, e di lavoro per lo sviluppo della rete di ricarica pubblica un po' in tutta Italia ce n'è da fare molto, ma la mia esperienza sul campo è che viaggiare lungo tutto il nostro paese in elettrico sia assolutamente accessibile. Terminati i poco più di 4.000km in 11 giorni è però immancabile delineare alcune informazioni base, o meglio dovrei dire insegnamenti, utili a me per il futuro e mi auguro a chi legge queste mie.

4.000km in elettrico: cosa ho imparato

La prima regola da seguire è che sia indispensabile un po' di pianificazione. In un qualsiasi viaggio in automobile è buona abitudine prevedere orari di partenza, stimare orari di arrivo e sapere che percorso si deve seguire. Viaggiando in elettrico valgono le stesse regole, con l'aggiunta della necessità di valutare quando sarà necessario effettuare degli stop per la ricarica e che tipo di infrastruttura incontreremo.

La scelta del tipo di colonnina di ricarica, prescindendo da considerazioni legate al costo che trovano spazio più avanti nel corso dell'articolo, è molto importante. Partendo dal presupposto che chi legge conosca la differenza tra la ricarica in corrente alternata o AC (potenza massima 11kW con la mia Tesla Model 3) e corrente continua o DC o meglio nota come "colonnina fast" (potenza da 40-50kW a salire sino ai 350kW massimi delle soluzioni Ionity), le soste di ricarica durante i trasferimenti è bene siano fatte con colonnine DC o fast in quanto garantiscono i tempi di ricarica più veloci. Una volta giunti a destinazione la ricarica in AC è ove possibile preferibile, in quanto il veicolo sarà fermo per lungo tempo e potremo ricaricare senza l'angoscia di dover ripartire dopo poco tempo.

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stazione Ionity di Foiano della Chiana: 4 stalli, 4 veicoli elettrici diversi

Per la mia esperienza il tipico possessore di un veicolo elettrico non Tesla tende a pensare che non sia possibile effettuare lunghe percorrenze perché la rete di ricarica fast, lungo il territorio italiano, non è così capillare. Ha in parte ragione, ma se si è bravi nella pianificazione è possibile individuare le colonnine adatte a soste di ricarica rapide. Il tipico possessore di un veicolo Tesla è invece più fortunato in quanto può sfruttare la rete Supercharger, ma sempre per mia esperienza personale tende a usare unicamente questa senza valutare la disponibilità di soluzioni alternative che invece io tendo sempre a prediligere quando possibile.

Come pianificare al meglio le soste durante il viaggio? Partendo dal presupposto che è bene partire a inizio giornata con quanta più batteria a disposizione, le regole che seguo sono due:

  • verificare quali siano le possibilità di ricarica a destinazione, sia al termine della giornata come per una sosta intermedia che sia pianificata (ad esempio pranzo in una specifica città, nella quale fare una visita di alcune ore);
  • valutare la distanza complessiva del viaggio di giornata e quella di eventuali segmenti (dalla partenza alla sosta in una località per visita e pranzo, ad esempio), cercando di capire se il tragitto richiede una sosta parziale di qualche tipo per ricaricare o se sia possibile evitare degli stop intermedi nel viaggio, in funzione del tipo di soluzione di ricarica si trovi a destinazione.

Come trovo le colonnine di ricarica adatte? Il modo più pratico è quello di servirsi dell'App Nextcharge, ricchissimo database delle differenti tipologie di stazioni di ricarica che possono essere filtrate per tipologia, potenza, gestore e costo. Questa App permette agli utilizzatori di inserire note specifiche per ogni stazione di ricarica: per molte di esse sono presenti informazioni che forniscono dettagli sull'ubicazione, su alcune delle caratteristiche tecniche e su eventuali problematiche di funzionamento riscontrate dagli utilizzatori.

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stazione Free to X nell'autogrill di Modena Ovest

Una volta individuata l'ubicazione delle colonnine di ricarica che voglio utilizzare durante il tragitto di giornata invio le informazioni al veicolo, direttamente da smartphone, così che il navigatore della macchina mi guidi a destinazione. Cerco, ove possibile, di individuare anche una soluzione di backup che sia vicina alla colonnina scelta in caso di malfunzionamenti o problemi.

Quanta autonomia mentre si viaggia?

La risposta è "dipende", in quanto sono numerose le variabili in gioco. Provo a riassumerle in questa lista:

  • capacità della batteria del veicolo: maggiore la capacità della batteria, superiore l'autonomia a parità di altre condizioni alla pari di un veicolo termico dove un serbatoio più capiente permette di fare più strada;
  • quale veicolo stiamo utilizzando: l'efficienza dei veicoli elettrici cambia in misura rilevante, in modo molto simile a quanto accade con quelli termici. Nel mio caso Tesla Model 3 Long Range si è rivelata essere una delle vetture elettriche più efficienti in commercio, soprattutto nei trasferimenti autostradali;
  • quante persone viaggiano: nel mio caso sono stato accompagnato dai miei 2 figli, con i bagagli richiesti per stare lontano da casa per 11 giorni. Eh si, a Battipaglia ho avuto un aggravio di peso dato da una fornitura di mozzarelle: sarebbe stato un delitto non acquistarle lungo il ritorno a casa. Più peso, maggiori i consumi alla pari di quanto avviene con un veicolo termico;
  • condizioni climatiche: ho viaggiato nelle due settimane a cavallo tra i mesi di agosto e settembre, con temperature minime la mattina di 20-24 gradi e massime che hanno raggiunto i 34-35 gradi. Sono valori tendenzialmente alti ma in altri mesi possono essere ben più elevate, soprattutto al sud. Un veicolo elettrico si trova più in difficoltà, in termini di autonomia delle batterie, quando la temperatura tende ad essere elevata in quanto il consumo dato dall'utilizzo dell'aria condizionata per l'abitacolo viene affiancato da quello del sistema di raffreddamento delle batterie. Passando a temperature comunque molto gradevoli ma più miti, tra i 16 e i 25 gradi, il consumo si riduce in misura sensibile permettendo di aumentare non di poco l'autonomia complessiva;
  • tragitto: un percorso con forte dislivello ha una incidenza superiore sul consumo, esattamente in modo speculare a quanto avviene con un veicolo termico. Nel caso delle vetture elettriche c'è il vantaggio di poter sfruttare le lunghe discese per la rigenerazione delle batterie con la frenata: non solo non si consuma ma spesso si riesce a marciare per decine di km ricaricando la batteria, cosa impossibile con un veicolo termico.

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Colonnina BeCharge Fast da 75kW a Massa

Maturata una certa esperienza con il proprio veicolo elettrico non è difficile prevedere quella che sarà l'autonomia effettiva durante l'uso in funzione delle varie condizioni. Durante questo road trip dal nord a sud e ritorno non mi sono mai trovato con una valutazione errata dello stato di autonomia con la quale sarei arrivato a destinazione, intermedia o finale che fosse: in questo mi è stato sicuramente d'aiuto l'ottimo sistema di infotainment di Tesla, che stima in modo estremamente preciso il livello di autonomia con il quale arriveremo a destinazione in funzione delle condizioni d'uso.

Quanto avrei speso? E quanto ho effettivamente speso?

Ho tenuto traccia di ogni sosta di ricarica, documentando tipo di colonnina, durata della ricarica, energia immagazzinata. Nei confronti tra elettrico e termico, legati agli inferiori costi di gestione di un veicolo elettrico a fronte di un costo d'acquisto superiore, è indispensabile partire da una premessa: se il costo del carburante termico, diesel o benzina che sia, è di fatto facilmente standardizzabile ad un valore medio preciso così non è per la ricarica delle batterie di un veicolo elettrico. Anche in questo caso le motivazioni sono differenti:

  • i fornitori di soluzioni di ricarica pubbliche praticano un listino fisso al kWh, che varia a seconda del tipo di gestore e della potenza di ricarica. Un esempio è EnelX, che per la ricarica da colonnine AC richiede un costo di 0,40€ al kWh che sale a 0,50€ al kWh per la ricarica dalle colonnine Fast (tipicamente con potenza erogata di 50kW) salendo sino a 0,79€ al kWh per le poche colonnine HPC della sua rete con potenze sino a 300kW;
  • un utente può pagare il prezzo standard, semplicemente attivando una colonnina via applicazione del fornitore o se dotato della relativa tessera. Il costo finale sarà dato dal quantitativo di kWh caricati moltiplicato per il costo al kWh;
  • chi viaggia con più frequenza lontano da casa può sottoscrivere un abbonamento che può prevedere un credito a scalare (si hanno a disposizione un tot di kWh per la ricarica) oppure uno con un ammontare predefinito da consumare ogni mese (in modo del tutto simile a quelli che sono i GB del nostro piano telefonico: terminato il mese quelli non usati sono persi, non si accumulano con quelli del mese successivo). Piani di questo tipo permettono di ottenere un costo al kWh inferiore rispetto alla tariffa standard e vengono offerti da aziende che hanno sottoscritto accordi di roaming, con i quali quindi è possibile ricaricare usando l'abbonamento con colonnine di diversi provider di ricarica;
  • non è infrequente poter trovare colonnine di ricarica pubbliche di tipo gratuito; spesso queste sono offerte dai supermercati o dai centri commerciali e rispettandone le condizioni d'uso indicate è possibile ricaricare in parte o del tutto la batteria del nostro veicolo a costo zero;
  • è sempre più alto il numero di hotel e ristoranti che mettono a disposizione dei propri clienti delle soluzioni di ricarica, in genere con wallbox da 11kW di potenza, che possono essere utilizzate per la ricarica del veicolo mentre si è ospiti della struttura. Sono molto pratiche soprattutto per la permanenza notturna in hotel, così da avere il veicolo già pronto per la ripartenza la mattina successiva al massimo della sua capacità.

Una volta spiegata la teoria passiamo a quello che utilizzo per le ricariche. Ho sottoscritto alcuni mesi fa un abbonamento Duferco Energia, sfruttando la convenzione con il Tesla Club Italy al quale mi sono iscritto in qualità di owner. L'abbonamento ha durata di 24 mesi e prevede ricariche illimitate sino a un totale di 300kWh al mese, per un corrispettivo di 50€+IVA al mese, sulle colonnine Duferco e su tutta la rete in roaming che prevede le stazioni di EnelX, Ionity, BeCharge e altri gestori.

Non ho mai utilizzato i kWh a disposizione per la ricarica di agosto 2021 con l'idea di utilizzarli tutti nel corso della prima parte del mio viaggio, sfruttando poi quelli a disposizione con la ricarica di settembre 2021 nella seconda parte del viaggio. Ho quindi sfruttato tutti i 300kWh di agosto 2021 e consumato 186kWh dei 300kWh complessivi a disposizione per settembre 2021. E' bene segnalare che per chi sottoscrive l'abbonamento di questo tipo da luglio 2021 i termini sono cambiati rispetto a quelli applicati in precedenza: si paga un sovrapprezzo per le ricariche ad alta potenza, perdendo parte del netto risparmio economico ma risultando ancora la migliore soluzione di abbonamento al momento disponibile in Italia.

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stazione Ionity di Battipaglia, circondata da negozi che vendono mozzarelle

Ho poi utilizzato la promozione attivabile con il servizio Telepass Pay, che dal mese di luglio fino alla fine del 2021 permette di eseguire una ricarica al giorno sulle colonnine EnelX oppure BeCharge attraverso l'App T-Pay. Completata la ricarica, che viene fatturata al listino standard di questi fornitori di energia elettrica, si riceve un cashback per l'intero importo: di fatto quindi è possibile eseguire una ricarica al giorno in modo completamente gratuito, a prescindere dalla potenza della colonnina e dalla lunghezza della ricarica.

Infine, per due giorni ho sfruttato una presa Shuko presente nel garage di uno degli hotel dove ho soggiornato ricaricando gratuitamente (e alquanto lentamente) la mia vettura durante la sosta notturna, mentre a Capo D'Orlando ho sfruttato per alcune ore un destination charger Tesla messomi gentilmente a disposizione dal residence "gemellato" con l'hotel dove ho soggiornato una notte.


clicca per ingrandire

Ho utilizzato diverse tipologie di stazioni di ricarica:

  • EnelX: colonnine AC con ricarica a 11kW con la mia vettura e colonnine DC da 50kW di potenza;
  • BeCharge: colonnine AC con ricarica a 11kW con la mia vettura e colonnine DC da 75kW di potenza;
  • Ionity: stalli di ricarica HPC da 360kW (ricarica massima con Tesla Model 3 Long Range a circa 186kW);
  • Free To X: stalli di ricarica HPC da 300kW (ricarica massima con Tesla Model 3 Long Range a circa 185kW).

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stazione EnelX Fast presso area autostradale in Calabria

La colonnina di ricarica che ho utilizzato più di frequente è la classica EnelX da 50kW, dotata di connettori CCS2, Chademo e Type-2. Ne ho trovate diverse soprattutto al sud, sino al paradosso che nella cittadina di Acireale (50.000 abitanti) ne siano presenti 2 nel territorio comunale mentre a Varese (80.000 abitanti) ce n'è una sola. Nella parte terminale della Salerno - Reggio Calabria molte delle stazioni di rifornimento della catena 4.0 sono dotate di una di queste colonnine affiancata da un paio di classici stalli EnelX in AC da 22kW di potenza massima: in alcuni casi l'installazione fisica è così recente che le colonnine non erano state ancora attivate.

Ho percorso poco più di 4.000km negli 11 giorni di vacanza tra nord e sud d'Italia, consumando lungo il tragitto 729kWh per un dato medio di 182Wh/km. Il consumo in termini di kWh riportato dal veicolo si riferisce unicamente al consumo in marcia e non comprende quello naturale della macchina nel momento in cui questa è ferma e parcheggiata: il consumo totale è quindi stato leggermente più elevato e tiene conto di azioni quali il funzionamento della modalità sentinella durante il parcheggio o l'azione dell'aria condizionata per raffreddare l'abitacolo prima di salire a bordo.

Escludendo le ricariche gratuite nei parcheggi dell'hotel e al Tesla Destination Charger, qualora avessi pagato tutte le ricariche ai listini standard senza beneficiare di alcun tipo di abbonamento o promozione avrei speso in totale 397,09€, con una certa incidenza data dalle ricariche con la struttura Ionity che hanno un prezzo molto elevato di 0,79€ al kWh. A titolo di confronto la rete Supercharger ha un prezzo al momento pari a 0,43€ al kWh, elevato ma nettamente più concorrenziale tra le ricariche di tipo Fast visto il tipo di servizio.

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Quanto ho effettivamente speso in corrente per percorrere poco più di 4.000km? Il conto finale è stato pari a 49,40€, corrispondenti alle quote delle due mensilità di Agosto e Settembre dell'abbonamento Duferco Energia che ho sottoscritto e con il quale ho caricato in varie colonnine. Nello specifico, l'abbonamento Duferco Energia che ho sottoscritto a maggio 2021 prevede un canone mensile di 50€ + IVA, con però i primi 6 mesi in promozione al 50% per un costo di 25€+IVA in virtù della partnership tra Duferco Energia e Tesla Club Italy.

Il credito di agosto è stato tutto utilizzato per le ricariche di questo viaggio, mentre l'ammontare di settembre è stato utilizzato per 186kWh dei 300kWh a disposizione: da questo un costo di 25€ + IVA ad agosto e di 15,5€ + IVA a settembre che portano ai 49,40€ finali IVA inclusa. Grazie a questo abbonamento e alla possibilità di eseguire una ricarica gratuita al giorno con cashback via servizio Telepass Pay ho speso il 12,5% del costo che avrei sostenuto per ricaricare il mio veicolo in condizioni abituali. A voler essere pignoli dovrei aggiungere anche 1,24€ al mese per il servizio Telepass Pay, addizionale rispetto a quanto pago al mese per il Telepass.

Un piccolo confronto, meramente accademico, con altre soluzioni di trasporto:

  • se avessi utilizzato solo la rete Supercharger avrei ricaricato circa 720kWh per un costo di circa 309€, escludendo le ricariche gratuite in hotel e al destination charger Tesla;
  • ipotizzando un prezzo medio della benzina pari a 1,65€ al litro e un veicolo con un consumo medio di 14km/l avrei sostenuto un costo di circa 471€;
  • ipotizzando un prezzo medio del gasolio auto pari a 1,50€ al litro e un veicolo con un consumo medio di 18km/l avrei sostenuto un costo di circa 335€.

Per chi non credesse al fatto di non aver usato la rete Supercharger, in questa immagine sono indicati i km fatti nel viaggio estivo e riportato che l'ultima ricarica fatta ad un Supercharger risalisse alle 14.22 di domenica 18 luglio 2021, presso il Supercharger di Forte dei Marmi. Il sistema di infotainment Tesla registra tutte le ricariche fatte al Supercharger, riportando in questo pannello quella più recente.

L'elettrico è per tutti?

Non è ancora per tutti, perchè ci sono alcune categorie di automobilisti per i quali l'autonomia di un veicolo elettrico rappresenta un limite nell'utilizzo giornaliero. Per la mia esperienza parliamo di persone che percorrono per necessità professionali non meno di 500km al giorno, tutti i giorni (e lo rimarco: tutti i giorni), e che al momento attuale potrebbero essere penalizzati soprattutto se non possono sfruttare la rete Supercharger con la sua presenza capillare in prossimità della rete autostradale italiana.

Per tutti gli altri l'evoluzione dei veicoli e la progressiva e continua espansione della rete di ricarica permette di utilizzare come unico mezzo in dotazione un veicolo elettrico, certamente cambiando approccio alla guida rispetto a quello tenuto con un veicolo termico ma beneficiando di tutti i vantaggi che accompagnano la guida elettrica. Non parlo unicamente del risparmio in termini di costi, tra corrente e costi di gestione del veicolo durante tutto il periodo di utilizzo, ma anche della differente sensazione che si sperimenta guidando a lungo un veicolo di questo tipo. "Provare per credere" diceva Guido Angeli nel famoso spot Aiazzone dell'ormai scorso millennio: valeva allora, a maggior ragione vale oggi per i veicoli elettrici.

Attenzione però ai 500km dei quali parlavo poco sopra: arrivare a percorrenze vicine a quelle tutti i giorni (sono 130.000km all'anno usando il veicolo dal lunedì al venerdì, no week-end) richiede comunque un veicolo in grado di assicurare una buona autonomia complessiva. L'investimento non sarà di poco conto ma chi trascorre così tanto tempo in automobile per necessità professionali è solito utilizzare veicoli di una certa categoria. Per mia esperienza personale Tesla Model 3 Long Range permette questo, forte anche della rete Supercharger che facilita la ricarica veloce. Più elevata è la vostra percorrenza giornaliera abituale (e sottolineo abituale: se viaggiate per 500km una volta al mese il ragionamento non si applica) maggiore dovrà essere la capacità della batteria del vostro veicolo. Detto in altro modo, per quelle vetture che offrono pacchi batteria da 52kWh e 77kWh di capacità si dovrebbe optare per la capienza maggiore qualora la percorrenza giornaliera sia elevata e questo a prescindere dalla rete di ricarica.

La maggior parte degli automobilisti ha una percorrenza media giornaliera ben inferiore ai 100km; per costoro, la maggioranza degli automobilisti, l'utilizzo di un veicolo elettrico per le proprie necessità non rappresenta una limitazione.

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in Calabria la ricarica procede più spedita se la si accompagna con un "panino calabrese"

Durante i 4.000 km di questo road trip dal nord al sud dell'Italia ho percorso strade molto diverse, passando dalla incredibile Costiera Amalfitana sino alla zona più a sud della Sicilia, lambendo l'Etna e guidando nelle zone del Brunello di Montalcino aggiungendo lunghe percorrenze autostradali. Il segmento più lungo, da Conflenti (CZ) a Marina di Massa (MS), mi ha portato a guidare per circa 930km in una singola giornata partendo per giunta con una batteria carica solo al 35%: 4 soste brevi sfruttando le pause naturali del viaggio e le colonnine Fast mi hanno permesso di arrivare a destinazione in orario previsto, senza alcun tipo di difficoltà che non fosse la naturale stanchezza dello stare buona parte della giornata al volante.

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sosta con ricarica lungo la Costiera Amalfitana: di certo la ricarica con il panorama più bello che abbia mai fatto

Ci sono stati anche dei momenti difficili, due in particolare, nei quali sono andato alla ricerca di un po' di ricarica aggiuntiva convinto di non farcela a giungere a destinazioni. Per entrambi è stato il mio comportamento a mettermi in difficoltà, avendo sottovalutato lo scenario complessivo di quelle giornate. Nel primo caso sono partito da Salerno per percorrere la Costiera Amalfitana con la batteria al 29%, confidando sul fatto che a fine percorso avrei trovato una stazione Fast e che c'erano da percorrere poco più di 100km. Non ho però realizzato che il gran traffico della costiera e la temperatura elevata della giornata mi avrebbero portato ad un consumo molto elevato da subito, con il rischio di non arrivare a destinazione. Dopo un po' di ricerca ho trovato una colonnina EnelX in AC a Praiano, caricando per poco meno di 2 ore durante il pranzo: ero arrivato con il 7% di capacità residua, un po' al limite visto il contesto. Eccellente mangiata e vista dall'alto della costiera che mi resterà nella memoria per lungo tempo.

La seconda esperienza un po' al limite è stata nel passaggio da Sicilia a Calabria, frutto anche in questo caso di una partenza con batteria non piena del tutto (65%): in questo caso mi sono fermato per una ricarica rapida ad una colonnina Fast in una stazione autostradale, ricarica troppo rapida però tenendo conto della strada che dovevo ancora percorrere e del fatto che quella notte avrei dormito in un piccolo paesino di montagna in provincia di Cosenza. Problema risolto con una sosta in più a ricaricare alle 8 di sera ad una Fast distante 30km e una gran corsa per arrivare in tempo a cena dagli amici che ci avrebbero ospitato. In entrambi i casi "ma culpa", devo ammettere: non ho ben calcolato quello che mi attendeva nel corso della giornata e avrei evitato il rischio di arrivare con troppa poca autonomia semplicemente caricando di più prima della partenza.

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Assisi, prima volta nella mia vita

Tolti questi due episodi, sono stati 4.000km in elettrico assolutamente senza problemi, nonostante abbia volutamente scelto di non usare i Supercharger. Con questa rete avrei probabilmente guadagnato qualcosa in termini di tempi di percorrenza, potendo effettuare soste più frequenti con un tempo di permanenza inferiore, ma non avrei dimostrato che è possibile viaggiare in elettrico lungo l'Italia senza problemi nell'estate 2021. Certo, è bene però farlo con un veicolo che sia dotato di una batteria dalla capacità adeguata e questi, forse, scarseggiano ancora un po' soprattutto nei segmenti di prezzo più accessibili del mercato.

[HWUVIDEO="3158"]Un viaggio in Tesla dal nord alla Sicilia: no Supercharger e spesi 50€[/HWUVIDEO]

Diamo tempo alla tecnologia per evolvere ancora e alla rete di ricarica nazionale di espandersi ulteriormente, per quanto già ora sia possibile viaggiare in elettrico senza patemi d'animo. Un'esperienza questa che mi ha certamente divertito anche dal punto di vista professionale nonostante fosse una vacanza con i miei figli, ma che è stata più di tutto un momento per staccare dalla routine quotidiana godendo dei paesaggi che si incontrano viaggiando lungo lo stivale. Nella mia vita ho avuto la fortuna di recarmi in molte parti del globo ma al termine di questo road trip non vedo l'ora di ripartire, alla scoperta delle tante altre parti dell'Italia che in questi 4.000km ho dovuto per forza di cose saltare.

349 Commenti
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acerbo17 Settembre 2021, 15:02 #1
Complimenti per l'articolo, ne avevo visti altri effettati da youtuber indipendenti di altri Paesi Esteri e di fatto tutti dimostrano come il problema dell'autonomia anche nelle lunghe percorrenze sia inesistente.
Ovviamente adesso arriverà il solito contestatore dell'elettrico a dirci che se non puoi fare 900KM di fila senza mai fermarti e rifornire una sola volta in 5 minuti per ripartire con altri 1000km di fila non ha ragione di esistere... roba da millemiglia a due piloti isomma

Sono sorpreso dal costo della carica, 50euro + iva ( circa 70 euro) per 4000km mi sembrano davvero pochi, in Europa mediamente siamo sui 15 euro per fare il pieno su una model 3 long range, quindi 4.000Km/500 * 15 fà piu' o meno 120 Euro iva inclusa.

Dipende forse dal fatto che in questa prova non sono mai state usate le ricariche rapide oppure é una offerta particolare? Quanto viene al KW la corrente con questo fornitore?

Con il mio conratto calasingo la corrente la pago tra i 0.16 ed i 0.19 Kw/h in base agli orari di utilizzo, mentre nelle colonnine a pagamento installate per strada sono piu' o meno 0.20Kw/h, qui mi pare di capire che siamo su tarffe intorno ai 0.10 e mi sembrano incredibilmente basse rispetto alla media europea.
pin-head17 Settembre 2021, 15:10 #2
Davvero complimenti per l’articolo!!
amd-novello17 Settembre 2021, 15:10 #3
prova fantastica.

i gufacci muti e rosicano.
Notturnia17 Settembre 2021, 15:41 #4
ok quindi sono 400 euro in realtà al netto di promo che non dureranno in eterno.. detto questo complimenti per aver fatto il viaggio più che altro.. io la pazienza di fare un viaggio con questa pianificazione ancora non ce l'ho..

per chi poi dice che a casa paga fra 0.16 e 0.19 avviso che il mondo dei prezzi sta cambiando e quando finiranno i contratti attualmente in essere le cifre saranno doppie anche a casa ma l'articolo lo spiega che è una bufala quello dei 50 euro.. quello era l'acchiappa-click.. la verità è nel testo e i prezzi sono diversi.. 400 euro per 4 mila km.. con la mia a gasolio faccio 6,7 litri/100 km a 1,6 €/Litro (giusto per non sbagliarmi visto che ieri ho fatto il pieno a 1,55) sarebbero 430 euro.. e quindi circa lo stesso costo della Tesla ma senza dover pianificare niente e sarebbero circa 4 soste per i pieni oltre alle soste che vorrei fare dove devo fermarmi

come dice l'elettrico non è per tutti ma si fa tutto lo stesso
Paolo Corsini17 Settembre 2021, 15:45 #5
Originariamente inviato da: acerbo
Complimenti per l'articolo, ne avevo visti altri effettati da youtuber indipendenti di altri Paesi Esteri e di fatto tutti dimostrano come il problema dell'autonomia anche nelle lunghe percorrenze sia inesistente.
Ovviamente adesso arriverà il solito contestatore dell'elettrico a dirci che se non puoi fare 900KM di fila senza mai fermarti e rifornire una sola volta in 5 minuti per ripartire con altri 1000km di fila non ha ragione di esistere... roba da millemiglia a due piloti isomma

Sono sorpreso dal costo della carica, 50euro + iva ( circa 70 euro) per 4000km mi sembrano davvero pochi, in Europa mediamente siamo sui 15 euro per fare il pieno su una model 3 long range, quindi 4.000Km/500 * 15 fà piu' o meno 120 Euro iva inclusa.

Dipende forse dal fatto che in questa prova non sono mai state usate le ricariche rapide oppure é una offerta particolare? Quanto viene al KW la corrente con questo fornitore?

Con il mio conratto calasingo la corrente la pago tra i 0.16 ed i 0.19 Kw/h in base agli orari di utilizzo, mentre nelle colonnine a pagamento installate per strada sono piu' o meno 0.20Kw/h, qui mi pare di capire che siamo su tarffe intorno ai 0.10 e mi sembrano incredibilmente basse rispetto alla media europea.


Se leggi tutto l'articolo è spiegato e documentato come ho fatto a spendere quella cifra in ricarica, poco meno di 50€, IVA inclusa, per 4.000km di percorrenza.
Paolo Corsini17 Settembre 2021, 15:46 #6
Originariamente inviato da: Notturnia
ok quindi sono 400 euro in realtà al netto di promo che non dureranno in eterno.. detto questo complimenti per aver fatto il viaggio più che altro.. io la pazienza di fare un viaggio con questa pianificazione ancora non ce l'ho..

Si può anche spendere di più di 400€, oppure molto di meno: sta a te, possessore di veicolo elettrico, cercare la tariffa migliore e più conveniente in funzione di quello che ti serve. Questo non è fattibile per i combustibili tradizionali dove le differenze alla pompa sono molto contenute tra un fornitore e l'altro, o tra una regione e l'altra.
Se avessi usato solo la rete Supercharger avrei speso poco più di 300€.
ninja75017 Settembre 2021, 15:54 #7
bell'esercizio, fattibile oggi con le colonnine spesso mezze vuote

diamo oggi l'elettrica a 60.000.000 di italiani e...

senza contare che essere schiavi di pianificazioni e soste causa veicolo non è proponibile nel 2021

sicuramente arriverà il giorno che si caricheranno in pochi minuti, e sarà il giorno vincente per questa soluzione fermo restando che dobbiamo ancora capire come produrre tutta questa elettricità
Paganetor17 Settembre 2021, 15:56 #8
esperienza notevole!
Io però sono ancora un po' troppo "pigro" per prendere in considerazione l'elettrico: la pianificazione può esere divertente ogni tanto, ma alla lunga può stancare (al netto del fatto che prima o poi le colonnine saranno davvero ovunque e sarà più facile fare il pieno)

Anche il costo variabile mi sembra un po' un freno: con i carburanti fossili è ancora relativamente facile trovare il distributore giusto (in genere basta uscire dall'autostrada).

Però è evidente che la strada sia tracciata, sono curioso di capire se l'elettrico si evolverà ulteriormente (battery swap? idrogeno?) per rendere tutto ancora più facile.

Bel reportage!!!
virgolanera17 Settembre 2021, 15:57 #9
Articolo illuminante. In pratica mi conviene tenere la mia Yaris diesel.
Paolo Corsini17 Settembre 2021, 15:58 #10
Originariamente inviato da: ninja750
bell'esercizio, fattibile oggi con le colonnine spesso mezze vuote

diamo oggi l'elettrica a 60.000.000 di italiani e...

senza contare che essere schiavi di pianificazioni e soste causa veicolo non è proponibile nel 2021

Infatti, in tutta onestà, non mi sono mai sentito schiavo in nessuno dei 18.000km che ho percorso negli ultimi 6 mesi. Se provassi anche tu magari ti sentiresti schiavo della pianificazione su un viaggio lungo, o magari per nulla: io, ma sarà deformazione la mia, mi diverto a studiare dove e con che gestore posso caricare su un viaggio di questa portata. E se non vuoi pianificare e acquisti una Tesla usi la rete Supercharger e la paura passa. La pianificazione, meglio rimarcarlo, c'è su un viaggio lungo: sui tragitti giornalieri e abituali proprio no.

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