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L'automotive europeo si comporta da cicala; la scorta di metalli per batterie è insufficiente

L'automotive europeo si comporta da cicala; la scorta di metalli per batterie è insufficiente

Secondo la nuova analisi di Transport & Environment (T&E), le case automobilistiche dell'UE si sarebbero assicurate meno di 1/5 dei metalli per batterie (litio, nichel e cobalto) di cui avranno bisogno da qui alla fine del decennio, ovvero nei prossimi sei anni

di pubblicata il , alle 18:02 nel canale Batterie
StellantisVolkswagenBMWMercedes-BenzRenaultBYDTesla
 

Come nella favola di Esopo, dove l'autore aveva messo a confronto un comportamento responsabile e lungimirante, contro quello più superficiale (interpretato da una formica e una cicala), così l'agenzia Transport & Environment (T&E) ha analizzato il comportamento dei marchi automobilistici europei (che intendono muoversi verso la mobilità elettrica) notando che le loro scorte di materiali critici per lo sviluppo delle batterie destinate ai trasporti elettrici (le "scorte invernali" per riprendere la metafora della favola di Esopo) sono meno di 1/5 di quanto sarà necessario per arrivare a fine decennio.

Scorte Europa metalli rari batterie

Secondo l'analisi, pubblicata oggi e che potete leggere a questo link, in altre parole, quanto "messo da parte" finora si esaurirà nei prossimi 6 anni, e non solo. Considerando come si stanno muovendo le altre aziende, tramite contratti di estrazione e/o l'acquisizione diretta di giacimenti strategici, in modo da controllare tutta la filiera dall'inizio alla fine (come fatto da Tesla in diverse occasioni), l'automotive europeo potrebbe ritrovarsi senza possibilità di approvvigionamento, perché i giochi saranno già stati fatti da altri.

Scorte Europa metalli rari batterie

"Esiste una chiara disconnessione tra gli obiettivi dei produttori di veicoli elettrici e le loro strategie minerali critiche", ha affermato Julia Poliscanova, direttore senior per i veicoli e le catene di fornitura di mobilità elettrica presso T&E. "Tesla e BYD sono molto più avanti rispetto alla maggior parte dei player europei che solo ora si stanno rendendo conto della sfida di proteggere i metalli delle batterie. Questo rapporto dovrebbe lanciare l'allarme agli amministratori delegati e agli investitori affinché si impegnino ulteriormente a monte delle loro catene di approvvigionamento".

Certo, in Europa sono stati recentemente trovati alcuni depositi di materiali preziosi per il settore elettrico (terre rare in Svezia e fosfati in Norvegia) e la filiera del riciclo si sta sviluppando in modo rapido e consapevole, ma tutto questo potrebbe non bastare, se il mercato dovesse muoversi a una velocità maggiore.

Scorte Europa metalli rari batterie

Numeri alla mano, secondo il report il settore automobilistico europeo si è assicurato solo il 16% dei metalli chiave di cui avrà bisogno per raggiungere i propri obiettivi di vendita entro il 2030: Volkswagen e Stellantis, due dei più importanti gruppi automobilistici del mercato globale, si stanno muovendo meglio, distaccando il resto del gruppo che è "molto indietro".

Tesla e la cinese BYD sono le due società più "formiche" quando si tratta di assicurarsi materiali critici, ma sono carenti su altri aspetti presi in considerazione da T&E, ovvero le pratiche responsabili, un insieme che comprende la tracciabilità delle materie prime, il rispetto dei diritti umani e l'osservazione di norme a tutela dell’ambiente.

"Tesla è in cima alla classifica generale in base alla forza delle sue strategie di produzione di materie prime e celle, sebbene sia dietro a diversi concorrenti in termini di pratiche responsabili", ha commentato Transport & Environment in una nota dell'analisi, che ha tenuto conto dei contratti disponibili al pubblico e classificato i produttori in termini di catena di fornitura delle batterie in base alle materie prime garantite, alla produzione di celle e alle pratiche responsabili.

Scorte Europa metalli rari batterie

Il report ha messo in luce l'encomiabile lavoro di tracciabilità delle materie prime, rispetto dei diritti umani e dell'ambiente che le case europee stanno portando avanti in modo molto diligente: in testa c'è il trio tedesco BMW, Mercedes-Benz e Volkswagen (la cinese BYD, sotto questo punto di vista, non ha ottenuto alcun punteggio perché non ha fornito dati in merito).

Volkswagen, Stellantis e Mercedes-Benz e Renault guidano il settore automobilistico europeo anche sotto l'aspetto della crescita di tutta la catena di valore dell'UE, supportando le start-up dei settori della lavorazione delle batterie e del recupero dei materiali.

Scorte Europa metalli rari batterie

"Volkswagen si comporta relativamente bene in tutte e tre le categorie finendo seconda, appena davanti a BYD che è in cima al punteggio delle materie prime ma non rispetta le pratiche responsabili perché non fornisce informazioni sull’approvvigionamento sostenibile".

Tesla, BYD, VW, Ford, Renault e Stellantis hanno tutti contratti a lungo termine in vigore per ciascuno dei tre metalli chiave o pianificano di abbandonare la chimica "classica" delle batterie in favore di altre combinazioni che non utilizzino materie rare e/o critiche.

76 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
Ginopilot04 Dicembre 2023, 23:02 #1
È il momento di intervenire e spingere sull’industria europea. Tanto è chiaro che ai fini l’ambientalista la transizione all’elettricità non ha rilevanza.
OUTATIME05 Dicembre 2023, 08:25 #2
Visto che direi di escludere che siano tutti impazziti, forse la risposta è da cercare altrove: forse ipotizzano già di vendere meno auto, a prezzo superiore.
Ginopilot05 Dicembre 2023, 08:46 #3
Originariamente inviato da: OUTATIME
Visto che direi di escludere che siano tutti impazziti, forse la risposta è da cercare altrove: forse ipotizzano già di vendere meno auto, a prezzo superiore.


Non e' ipotesi ma certezza, oggi acquistare l'elettrica piu' economica è pressocche' impossibile per le fasce piu' basse, neanche a rate.
E la politica continua ad ignorarlo.
Ginopilot05 Dicembre 2023, 13:49 #4
Originariamente inviato da: Uccellopredicatore
Se non si hanno le materie indispensabili puoi spingere quanto vuoi e non ottieni niente. A meno che decidono di ritornare sui motori endotermici......ma ovviamente non possono farlo.


Basterebbe eliminare l'imbarazzante ed insulsa milestone del 2035 e consentire la vendita oltre quella data.
Evilquantico05 Dicembre 2023, 13:55 #5
Basta rimettere in produzione le termiche e mandarle ad E-FUEL non serve distruggere i continenti e inquinare il mare per ste c@zzzz0 di batterie , efuel non ė caro sta a 2.5 euro a litro e la produzione ė pochissima , quando sarà la normalità si assesterà a 1.5 euro litro ( qua ) .
Ginopilot05 Dicembre 2023, 14:49 #6
Originariamente inviato da: Uccellopredicatore
....e nel frattempo la gente se la prende beatamente a quel posto!


Perche'?
dany-dm05 Dicembre 2023, 15:35 #7
Originariamente inviato da: Evilquantico
Basta rimettere in produzione le termiche e mandarle ad E-FUEL non serve distruggere i continenti e inquinare il mare per ste c@zzzz0 di batterie , efuel non ė caro sta a 2.5 euro a litro e la produzione ė pochissima , quando sarà la normalità si assesterà a 1.5 euro litro ( qua ) .


semplice a dirsi ma hai mai guardato come producono gli efuel? perché serve moooolta energia (elettrica) per farli e con sprechi enormi. Ti serve circa 3 volte l'energia contenuta nella stessa e ne perdi ancora i tre quarti quando li bruci dentro il motore. Non ti sembra più logico usare direttamente l'energia elettrica nelle auto con sprechi del 40% (valore pessimistico)?

nota a margine:
che poi l'ue non impone auto a batterie, anche le auto a idrogeno sono ammesse ma torniamo al discorso dello spreco assoluto.
Ginopilot05 Dicembre 2023, 18:50 #8
Originariamente inviato da: Uccellopredicatore
Perchè alcuni, anche se non molti, hanno già comprato un auto elettrica, spinti da curiosità, necessità oppure dalla semplice imposizione che c'è in alcune città sul divieto di circolazione/accesso in determinate aree.

C'è chi è contento della propria scelta, ma c'è anche chi bestemmia e sta ancora bestemmiando tutti i santi in paradiso.


Se l'hanno presa perche' tra 12 anni non ci saranno piu' ice, dovrebbero farsi vedere da uno bravo. Altrimenti tutto ok, sono anni che nelle grandi citta' impongono inutilmente limitazioni al traffico per non risolvere niente, continueranno a farlo in ogni caso.
Darkon05 Dicembre 2023, 19:06 #9
Originariamente inviato da: dany-dm
semplice a dirsi ma hai mai guardato come producono gli efuel? perché serve moooolta energia (elettrica) per farli e con sprechi enormi. Ti serve circa 3 volte l'energia contenuta nella stessa e ne perdi ancora i tre quarti quando li bruci dentro il motore. Non ti sembra più logico usare direttamente l'energia elettrica nelle auto con sprechi del 40% (valore pessimistico)?

nota a margine:
che poi l'ue non impone auto a batterie, anche le auto a idrogeno sono ammesse ma torniamo al discorso dello spreco assoluto.


Oltre a questo c'è un dettaglio che molti sembrano ignorare:

Non siamo in un videogame dove per regola qualsiasi processo industriale ha una economia di scala per cui più ne produci e meno costa.

Gli efuel prevedono delle lavorazioni che una eventuale adozione di massa porterebbe a un aumento dei prezzi per mancanza di impianti, personale specializzato e per parte delle materie prime necessarie non ultima la componente energia.

se gli efuel fossero realmente stati una alternativa facilmente percorribile li avremmo adottati anni fa non fosse altro che per calmierare i prezzi di benzina e gasolio ma ad oggi il migliore processo di produzione è comunque totalmente fuori mercato.
Ginopilot06 Dicembre 2023, 09:02 #10
Originariamente inviato da: Darkon
Oltre a questo c'è un dettaglio che molti sembrano ignorare:

Non siamo in un videogame dove per regola qualsiasi processo industriale ha una economia di scala per cui più ne produci e meno costa.

Gli efuel prevedono delle lavorazioni che una eventuale adozione di massa porterebbe a un aumento dei prezzi per mancanza di impianti, personale specializzato e per parte delle materie prime necessarie non ultima la componente energia.

se gli efuel fossero realmente stati una alternativa facilmente percorribile li avremmo adottati anni fa non fosse altro che per calmierare i prezzi di benzina e gasolio ma ad oggi il migliore processo di produzione è comunque totalmente fuori mercato.


Discorso generico applicabile ad ogni prodotto.
Il costo di produzione degli efuel non puo' che scendere se adottato diffusamente, ma manca l'interesse ad investirci. Le ragioni sono le solite note.
Ma non c'e' alcun problema a continuare ad usare fonti fossili, riducendo progressivamente l'estrazione grazie a nuove fonti energetiche. E non prendendo in giro la gente con la truffa del mix energetico, continuando ad estrarre sempre e di piu'. Il punto e' che l'elettrificazione delle auto da un contributo risibile in questa direzione, a costi spropositati.
Qualcuno ha detto nucleare? Gia', invece di buttare soldi in auto elettriche, in tempi piu' brevi avremmo risultati enormemente superiori e duraturi.

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