Stellantis prova il colpaccio: investe nelle batterie litio-zolfo e nel grafene 3D di Lyten

Stellantis prova il colpaccio: investe nelle batterie litio-zolfo e nel grafene 3D di Lyten

Stellantis ha deciso di investire nelle tecnologie sviluppate da Lyten, per la creazione di batterie che potrebbero più che raddoppiare l'autonomia attuale delle auto elettriche

di pubblicata il , alle 09:55 nel canale Batterie
Stellantis
 

Stellantis si sta preparando all'arrivo delle nuove piattaforme STLA, quelle che serviranno per creare veicoli elettrici più efficienti e progettati da zero, il che dovrebbe garantire soprattutto un migliore sfruttamento dello spazio e maggiori autonomia per singola carica.

L'azienda nata da PSA e FCA si sta però muovendo in diverse direzioni, cercando anche nuovi partner per sviluppare nuove tecnologie da unire a questi cambiamenti industriali. Oggi scopriamo un importante investimento (la cui cifra non è stata rivelata) in Lyten, realtà impegnata nello sviluppo di batterie litio-zolfo.

Lyten

La tecnologia Li-S potrebbe fornire più del doppio della densità energetica delle batterie agli ioni di litio, con la batteria LytCell che sarebbe in grado di arrivare fino a 900 Wh/kg, con produzione a partire dal 2025/26.

Il segreto sarebbe nella tecnica di Sulphur Caging, che permette di sbloccare il potenziale dello zolfo, prevenendo il cosiddetto effetto navetta del polisolfuro, un problema che causa un degrado prematuro delle celle, e ne aveva impedito l'uso nei veicoli elettrici. Le litio-zolfo sono anche prive di nichel, cobalto e manganese, con un'impronta di carbonio inferiore del 60% rispetto alle batterie odierne.

Lyten

Stellantis ha scelto di impegnarsi anche nella ricerca sul grafene 3D, altro asset importante di Lyten. Dan Cook, presidente e CEO di Lyten ha spiegato: "A differenza delle forme bidimensionali di grafene, la produzione del nostro Lyten 3D Graphene sintonizzabile è stata verificata in modo indipendente come carbon neutral su larga scala. Stiamo convertendo i gas serra in una nuova classe di materiali in carbonio ad alte prestazioni e di alto valore e stiamo incorporando questi materiali ottimizzati in applicazioni che decarbonizzeranno i settori più difficili".

4 Commenti
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zancle29 Maggio 2023, 11:05 #1
scusate la mia ignoranza, ma il grafene 3D una volta non si chiamava grafite?
o si tratta di qual cosa di diverso?
TorettoMilano29 Maggio 2023, 11:33 #2
Originariamente inviato da: zancle
scusate la mia ignoranza, ma il grafene 3D una volta non si chiamava grafite?
o si tratta di qual cosa di diverso?


https://www.cnr.it/it/comunicato-st...ecnologie-verdi
Haran Banjo29 Maggio 2023, 13:15 #3
Oh ecco che ritorna il grafene! ...e i nanotubi di carbonio?
Strato154129 Maggio 2023, 14:36 #4
Originariamente inviato da: Haran Banjo
Oh ecco che ritorna il grafene! ...e i nanotubi di carbonio?


A volte ritornano.. E vogliamo parlare dello stato solido o quelle al sale? Sono sempre pronte a partire.... Poi si continua con quelle al litio che di fatto sono al loro limite, per quanto cerchino di migliorare la chimica o modificarla, un'auto con più di 400-450 km in condizioni reali non c'è. Il punto è che ce l'avevamo anche 10 anni fa ed era Model S 85...

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