Volkswagen: via alla costruzione di una fabbrica di batterie in Canada

Volkswagen: via alla costruzione di una fabbrica di batterie in Canada

Il Gruppo tedesco sta costruendo la sua prima fabbrica di batterie al di fuori dell'Europa, precisamente in Ontario, Canada: la produzione dovrebbe iniziare nel 2027

di pubblicata il , alle 13:54 nel canale Batterie
VolkswagenPowerCo
 

Ad Agosto, VW e PowerCo hanno firmato accordi per garantire l'approvvigionamento di materie prime cruciali come litio, nichel e cobalto al nuovo polo produttivo della casa tedesca, che sarebbe sorto in Nord America.

A fine 2022, la scelta di Volkswagen è stata confermata per il Canada, come prima tappa di "un piano più ampio tra il gruppo e il governo canadese".

Anche per PowerCo, azienda leader nel settore delle batterie per EV, la creazione di uno stabilimento per batterie a St. Thomas – Ontario - è una pietra miliare nel lancio globale della sua strategia per le batterie.

Dopo Salzgitter e Valencia, questo sarà il terzo impianto di proprietà del Gruppo e la prima fabbrica di celle di PowerCo in Nord America.

Volkswagen Canada

L'Onorevole Vic Fedeli, Ministro dello sviluppo economico, della creazione di posti di lavoro e del commercio dell'Ontario, ha commentato:

"Questo investimento storico di Volkswagen e PowerCo SE è un enorme voto di fiducia nel nostro piano per costruire e rafforzare la nostra catena di fornitura di veicoli elettrici made in Ontario per creare posti di lavoro più ben retribuiti per i lavoratori a St. Thomas e in tutta la provincia. Che si tratti di investire in acciaio pulito o di liberare il potenziale economico dei nostri minerali critici, il nostro governo ha la missione di creare le giuste condizioni affinché imprese e lavoratori abbiano successo mentre costruiamo l'economia del futuro. Grazie, Volkswagen, per aver scelto Ontario."

Quella in Ontario è la terza fabbrica di celle per batterie di VW in tutto il mondo e supporterà le ambizioni dell'azienda in Nord America, che prevedono il lancio di 25 nuovi modelli elettrici negli Stati Uniti entro il 2030 e il raggiungimento del 55% delle vendite di veicoli a zero emissioni nel mercato americano.

L'annuncio della fabbrica di celle a batteria segue a stretto giro quello riguardante la costruzione una fabbrica pubblica di veicoli elettrici nella Carolina del Sud, dove la casa costruirà veicoli completamente elettrici del suo marchio statunitense Scout.

Volkswagen Canada

La produzione inizierà alla fine del 2026, poco prima dell'apertura della fabbrica di celle a batteria canadese.

Volkswagen prevede che "più di 200.000 veicoli Scout usciranno dalla linea di produzione della Columbia, nella Carolina del Sud ogni anno".

Inoltre, il gruppo intende intensificare i ritmi produttivi dell'ID.4 a Chattanooga, nel Tennessee, e "ha in programma di aggiornare gli stabilimenti a Puebla e Silao, in Messico, per l'assemblaggio di BEV e potenzialmente per componenti BEV come i motori elettrici nella seconda metà del decennio".

Oliver Blume, CEO del Gruppo Volkswagen, ha dichiarato: "Con le decisioni per la produzione di celle in Canada e un sito Scout nella Carolina del Sud, stiamo accelerando l'esecuzione della nostra strategia per il Nord America, che è una priorità chiave nel nostro piano in 10 punti, definito lo scorso anno".

Volkswagen Canada

Il Gruppo Volkswagen sta anche guidando l'espansione di Electrify America (a cui ha preso parte anche Siemens), con una rete di ricarica da costa a costa sia negli Stati Uniti che in Canada, con 800 stazioni/3.500 caricabatterie rapidi CC alimentati al 100% da energia rinnovabile.

Volkswagen Canada

Secondo la roadmap "Piano Boost" il numero di stalli sarà più del doppio entro il 2026.

8 Commenti
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rigelpd14 Marzo 2023, 14:26 #1
Granfurbata dei governi europei
Sandro kensan14 Marzo 2023, 17:08 #2
È già iniziata le deindustrializzazione dell'Europa? Bene! quindi si proceda pure a licenziare gli inutili operai italiani ed Europei, non servono più. Andranno a mangiare alla Caritas.

Ricordo che la manifattura è il cuore dell'economia italiana e che la Germania è la nazione che traina la nostra economia attraverso la loro manifattura. Ovviamente la VW è una delle aziende più importanti per la manifattura tedesca (non la sola). Basf ha già detto che intende delocalizzare fuori dall'Europa (USA) e che la sua sede industriale in Germania verrà fortemente ridimensionata (vedi trasmissione sulla RAI).

Al solito tanta pace e poco condizionatore:

"Volete la pace o il condizionatore?".
Pasquale_196514 Marzo 2023, 17:34 #3
Goodbye Unione Europea chi può vada via subito
Pasquale_196514 Marzo 2023, 17:35 #4
Sandro kensan CONDIZIONATORE !!!!!!!
ilariovs14 Marzo 2023, 22:25 #5
Sto ancora spettando un corrispondente dell'IRA statunitense in Europa.

O si mettono sul tavolo bei soldini e tanto humus per favorire la nascita di una realtà europea per la produzione di accumuli (a noi servirebbe come il pane) o da qui a 10/15 anni diventeremo un mercato di serie B dove gireranno ancora le termiche come riferimento.
azi_muth14 Marzo 2023, 22:42 #6
Originariamente inviato da: ilariovs
Sto ancora spettando un corrispondente dell'IRA statunitense in Europa.

O si mettono sul tavolo bei soldini e tanto humus per favorire la nascita di una realtà europea per la produzione di accumuli (a noi servirebbe come il pane) o da qui a 10/15 anni diventeremo un mercato di serie B dove gireranno ancora le termiche come riferimento.


Ma anche un piano serio sull'energia senza ideologie.
Quelle aziende delocalizzano anche perchè in Europa abbiamo costi energetici troppo alti e con la fissa di usare solo rinnovabili senza nucleare saranno ancora più alti.
Quello che teneva in piedi le grandi aziende tedesche era il gas che Putin dava sotto costo in cambio del controllo politico dell'Europa secondo necessità (vedi Schroeder e Gazprom).
AceGranger15 Marzo 2023, 10:42 #7
Originariamente inviato da: azi_muth
Ma anche un piano serio sull'energia senza ideologie.
Quelle aziende delocalizzano anche perchè in Europa abbiamo costi energetici troppo alti e con la fissa di usare solo rinnovabili senza nucleare saranno ancora più alti.
Quello che teneva in piedi le grandi aziende tedesche era il gas che Putin dava sotto costo in cambio del controllo politico dell'Europa secondo necessità (vedi Schroeder e Gazprom).


Putin non vendeva nulla sottocosto, vendeva elargendo mazzette; alla vigilia dell'inizio della guerra il gas costava 87,5 €/MWh nei primi 15 giorni del 2023 il prezzo medio del gas è stato di 69,8 €/MWh e a febbraio è sceso sotto i 50 €/MWh.

La guerra è stata la scusa che società e investitori in borsa hanno usato per speculare sui prezzi.
azi_muth15 Marzo 2023, 12:55 #8
Originariamente inviato da: AceGranger
Putin non vendeva nulla sottocosto, vendeva elargendo mazzette; alla vigilia dell'inizio della guerra il gas costava 87,5 €/MWh nei primi 15 giorni del 2023 il prezzo medio del gas è stato di 69,8 €/MWh e a febbraio è sceso sotto i 50 €/MWh.

La guerra è stata la scusa che società e investitori in borsa hanno usato per speculare sui prezzi.


Esiste un mercato del gas spot e uno basato su contratti di lungo termine.
Quello che noi vediamo sui mercati è spot ma è solo la punta dell'iceberg.

Non c'è stata nessuna "scusa" è mancato fisicamente il gas perchè la Russia ha ridotto i flussi usando il gas come arma di pressione politica da buona tradizione sovietica.
Ecco perchè il gas costava poco.

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