Auto che vedono dietro gli angoli? Ci sta pensando il MIT

Auto che vedono dietro gli angoli? Ci sta pensando il MIT

Usando fotocamere standard il MIT sta approntando un sistema che permetta a robot e veicoli autonomi di scorgere cosa c'è dietro gli angoli, analizzando le ombre proiettate a terra

di pubblicata il , alle 15:21 nel canale Tecnologia
 

Nonostante la ricerca sui veicoli autonomi stia compiendo passi avanti considerevoli, non siamo ancora in grado di poter affermare di essere arrivati al punto in cui la tecnologia è in grado di superare l'essero umano in ogni scenario. L'ambizione di lungo periodo però è quella di realizzare auto che un giorno saranno in grado di compiere cose che gli umani non sono capaci di fare, come ad esempio poter vedere dietro gli angoli.

Negli ultimi anni molte attività di ricerca e sviluppo si sono concentrate sull'ideazione di metodi per tradurre in realtà questo aspetto. Uno degli ultimi frutti di queste attività giunge dal Massachussets Institute of Technology che ha realizzato un sistema basato su tecnologia già esistente e dalla buona affidabilità.

I ricercatori hanno creato in particolare un sistema che rileva i piccoli cambiamenti nell'intensità delle ombre per prevedere se dietro un angolo possa esserci o meno un oggetto in movimento. Si tratta di un sistema che potrebbe risultare interessante non solo per le applicazioni di guida autonoma, ma anche nell'ottica di realizzare robot che si muovono in spazi condivisi con gli esseri umani.

ShadowCam, questo il nome del sistema, fa uso di fotocamere tradizionali e non di sistemi lidar. Monitorando la forza e l'intensità della luce e dell'ombra in una area specifica, per esempio dinnanzi ad un angolo di una strada, il sistema è capace di determinare se le ombre sono proiettate da un oggetto fermo o in movimento, e in quest'ultimo caso quale possa essere la traiettoria dell'oggetto. Nel caso in cui il sistema determinasse di avere a che fare con un oggetto in movimento, si preparerà perché il robot o l'auto su cui è montato vada a compiere le opportune azioni, come ad esempio ridurre la velocità o cambiare direzione di movimento.

"Per quelle applicazioni dove i robot si spostano all'interno di ambienti con altri oggetti o persone in movimento, il nostro metodo può offrire al robot un avvertimento in anticipo che qualcosa sta appropinquandosi dietro l'angolo, così può rallentare e adattare il suo percorso per evitare una collisione. Il sogno è quello di fornire una sorta di vista a raggi-x ai veicoli che si muovono sulle strade" ha commentato Daniela Rus, direttrice del Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory del MIT e co-autrice del progetto di ricerca.

Nelle attività di testing condotte fino ad ora questo metodo è riuscito a dimostrare di competere con sistemi simili già in uso che si basano su tecnologie lidar. Dati alla mano il nuovo metodo ShadowCam è riuscito a superare di oltre mezzo secondo le prestazioni di un sistema lidar, che nel reame dei veicoli a guida autonoma è un tempo significativamente ampio, e potrebbe decretare la differenza tra evitare o meno un incidente.

La sperimentazione, pur promettente, è comunque ancora limitata: il sistema è stato provato solo con condizioni di illuminazione artificiale e al chiuso. E' necessario ancora molto lavoro perché sia adattabile a condizioni di luminosità ambientale variabile e con dispositivi e oggetti che si muovono più velocemente.

Questo lavoro si basa su un'attività di ricerca precedente, della quale avevamo già parlato un paio d'anni fa: questa volta però il supporto finanziario al progetto arriva da parte del Toyota Research Institute, il che potrebbe catalizzare le tempistiche per le quali aspettarsi un sistema finito e più vicino alla realtà commerciale.

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