Batterie per veicoli elettrici senza nickel e cobalto, più sostenibili ed economiche: presto una realtà

Batterie per veicoli elettrici senza nickel e cobalto, più sostenibili ed economiche: presto una realtà

Un'importante realtà del settore che fornisce batterie ad aziende del calibro di Tesla, Volkswagen, Honda afferma di essere vicina alla produzione di batterie senza cobalto e nickel

di pubblicata il , alle 09:01 nel canale Tecnologia
 

Le batterie sono l'elemento più costoso all'interno di un veicolo elettrico: la loro produzione deve infatti scontare importanti costi per l'estrazione e il raffinamento delle materie prime. Costi che spesso devono fare i conti anche con l'etica, in quanto spesso si tratta di elementi, in primis cobalto e nickel, che in alcune regioni sono oggetto di esportazione illecita o estratti in condizioni di lavoro in violazione dei diritti umani.

Chi produce batterie sa bene che la situazione potrebbe trarre giovamento dal dipendere sempre meno da questi metalli: molti di essi si stanno adoperando per cercare di ridurre la quantità di nickel e cobalto utilizzate all'interno di una batteria, ma c'è una realtà, Contemporary Amperex Technology Ltd (CATL di seguito), che sta cercando di utilizzare una batteria per veicoli elettrici che non utilizzi affatto nickel o cobalto. CATL è una realtà che attualmente fornisce batterie a Tesla, Daimler, Honda e Volkswagen.

Meng Xiangfeng, senior manager di CATL, ha dichiarato la scorsa settimana durante una teleconferenza che la nuova batteria sarà diversa dalle batterie nickel-cobalto-manganese, nickel-cobalto-alluminio e litio-ferro-fosofato e non includerà metalli costosi come il nickel o il cobalto. Non sono disponibili ulteriori dettagli al momento, ma nel caso in cui una batteria del genere dovesse diventare realtà si aprirebbero alcuni scenari interessanti.

In prima istanza ciò contribuirebbe a semplificare il controllo delle catene di approvvigionamento. I costruttori di veicoli elettrici conoscono (o dovrebbero conoscere) le loro catenee di fornitura e verificano regolarmente la provenienza dei materiali utilizzati per produrre le batterie. Passare ad una batteria priva di cobalto o nickel eliminerebbe qualsiasi problematica o dubbio sull'approvvigionamento etico delle materie prime. In secondo luogo una batteria priva di nickel e cobalto dovrebbe essere più economica da produrre, riflettendo quindi questo beneficio sul costo del veicolo elettrico all'utente finale.

CATL ha annunciato all'inizio dell'anno di essere riuscita a produrre batterie in grado di poter avere un ciclo di vita di oltre un milione di miglia, (cioè circa 1,6 milioni di chilometri), il che permetterebbe di allentare anche le preoccupazioni sulla durata nel tempo per quanto riguarda le batterie di un veicolo elettrico. Se queste batterie potessero essere realizzate senza nickel e cobalto, a parità di prestazioni, si riuscirebbe a trovare la proverbiale quadratura del cerchio.

6 Commenti
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io78bis20 Agosto 2020, 09:25 #1
Immagino che per il Congo non sia una buona notizia, o meglio per i suoi abitanti visto che lo Stato i soldi per lo sfruttamento di miniere li ha presi.
mail9000it20 Agosto 2020, 11:17 #2

mah! titolo fuorviante.

Il nikel è un metallo comune estratto ovunque (principalmente Russia e Austrialia).
Il cobalto è molto più raro e il principale produttore mondiale è il Congo che ha i problemi etici citati.
La relazione (mal interpretata) alla base dell'articolo è che nei minerali di cobalto è spesso presente anche il nickel. Quindi in Congo si estrae anche il nickel assieme al cobalto e non avrebbe senso buttarlo.
Paesani200620 Agosto 2020, 12:49 #3
Si scrive nichel comunque...
ercagno20 Agosto 2020, 14:32 #4
Originariamente inviato da: Paesani2006
Si scrive nichel comunque...



nickel è assolutamente corretto, anche più dell'italianizzato nichel
calabar20 Agosto 2020, 16:31 #5
Oramai i soldi investiti in ricerca cominciano a dare i propri frutti, nei prossimi anni probabilmente assisteremo ad una vera rivoluzione nel campo dell'immagazzinamento dell'energia.
Fa piacere sentire che queste tecnologie sono ormai prossime, anche se sarebbe stato interessante avere qualche informazioni in più sulle presunte prestazioni di queste batterie.

@ercagno
Esiste il termine italiano, dato che stiamo parlando italiano non sarebbe meglio usare quello? Sembra che usare più k ci faccia sentire più internazionali... o più probabilmente più provinciali.
E poi non ha mica sostenuto che si dovesse dire "coboldo"!
Mparlav20 Agosto 2020, 16:59 #6
Originariamente inviato da: mail9000it
Il nikel è un metallo comune estratto ovunque (principalmente Russia e Austrialia).
Il cobalto è molto più raro e il principale produttore mondiale è il Congo che ha i problemi etici citati.
La relazione (mal interpretata) alla base dell'articolo è che nei minerali di cobalto è spesso presente anche il nickel. Quindi in Congo si estrae anche il nickel assieme al cobalto e non avrebbe senso buttarlo.


Esatto. Il problema è soprattutto per cobalto, costoso ed estratto in condizioni critiche.
Il nickel lo si trova in molte nazioni ed in quantità.
In ogni caso, penso per escludere del tutto il cobalto dalle batterie ci vorrà ancora qualche anno.

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