Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki, partnership per dettare standard costruttivi per moto elettriche?

Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki, partnership per dettare standard costruttivi per moto elettriche?

L'obiettivo per Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki sarebbe quello di evitare di adottare diversi standard per quanto riguarda sistemi di ricarica delle batterie e relative infrastrutture, condizione che potrebbe ostacolare la diffusione della trazione elettrica e di conseguenza dei loro futuri motocicli elettrici.

di pubblicata il , alle 15:21 nel canale Tecnologia
HondaYamahaSuzukiKawasaki
 

Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki, quattro nomi che messi insieme, per quanto riguarda il mercato mondiale delle moto, praticamente si spartiscono gran parte delle vendite di questo settore.

Tutte e quattro sono aziende nate e cresciute in Giappone, che nel corso della loro storia hanno saputo continuamente migliorarsi, proponendo, di anno in anno, nuovi modelli e tecnologie sempre più innovative: ora, alcune indiscrezioni sostengono che nell'aria ci sarebbe l'intenzione, da parte di questi costruttori nipponici, di dare inizio ad una partnership per entrare prepotentemente all'interno del settore delle moto elettriche, trovando sostanzialmente standard comuni e magari anche una piattaforma unica, sulla quale ciascuno potrà sviluppare i vari futuri modelli.

Infatti, nessuna di queste aziende ha ancora una vera moto elettrica in fase di produzione, Honda ha recentemente mostrato un prototipo elettrico di moto da cross denominata CR Electric Proto e in precedenza anche una bozza per un modello con sistema Fuel Cell ad idrogeno; Yamaha ha saputo ricavarsi una buona fetta di mercato con le proprie e-bike e creando anche un modello dedicato alla disciplina del Trial-E. Suzuki e Kawasaki invece non hanno ancora mostrato nulla a riguardo.

Quindi in sostanza, l'obiettivo per Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki sarebbe quello di evitare di adottare diversi standard per quanto riguarda sistemi di ricarica delle batterie e relative infrastrutture, condizione che potrebbe ostacolare la diffusione della trazione elettrica e di conseguenza dei loro futuri motocicli elettrici.

Inoltre, vista la posizione che questi quattro marchi ricoprono nel mercato globale, accordi chiari e netti potrebbero far comodo per portare avanti standard costruttivi a loro favorevoli, arrivando magari anche a riuscirli ad imporre a marchi, comunque noti ma meno influenti, come i costruttori europei BMW e Ducati o l'americana Harley-Davidon, quest'ultima sicuramente la più avanti di tutte, per quanto riguarda la trazione elettrica su due ruote, ma poco influente sul panorama mondiale delle moto.

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