Hyundai, primo test di auto a guida autonoma con alimentazione a idrogeno

Hyundai, primo test di auto a guida autonoma con alimentazione a idrogeno

Hyundai ha completato il suo primo test ufficiale di guida autonoma di livello 4 in Corea, percorrendo i 190 km che separano le città di Seoul e Pyeongchang

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 17:41 nel canale Tecnologia
Hyundai
 

Per il momento è semplicemente un prototipo, ma l’obiettivo dichiarato di Hyundai è portare su strada il livello 4 di guida assistita nel 2021. Per la prima volta, intanto, una flotta di 5 auto con guida autonoma di livello 4 hanno percorso 190 chilometri, quelli che separano Seoul e Pyeongchang, sede peraltro delle Olimpiadi invernali che inizieranno l’8 febbraio.

Dei cinque prototipi tre erano Nexo e due Genesis G80. Non solo Nexo è il SUV a idrogeno della compagnia coreana, ma rappresenta un importante sguardo verso il futuro a 360 gradi, per quanto riguarda design, tecnologia e integrazione tra ambiente e veicolo. I 5 veicoli sperimentali, infatti, implementavano la tecnologia di comunicazione 5G proprio per stabilire un rapporto informatico con ciò che li circondava. Un aspetto molto utile per un veicolo a guida autonoma come questo che non può e non deve contare solamente sulle telecamere e i sensori Lidar di cui è dotato.

Hyundai Nexo

Si tratta del primo test al mondo per quanto riguarda un SUV a idrogeno in totale autonomia. Fino a oggi, infatti, Hyundai si era limitata a testare le proprie tecnologie autonome su brevi tratti di strada e a velocità di molto limitate. Nel collaudo tra Seoul e Pyeongchang, invece, le vetture della flotta sono state fatte partire premendo un tasto per poi raggiungere la destinazione senza che i tecnici intervenissero ulteriormente. La velocità massima raggiunta è stata di 110 km/h.

La guida autonoma è stata in grado di superare altri veicoli più lenti e di gestire le fasi di immissione e uscita dall'autostrada. I veicoli hanno anche affrontato dei caselli pagando il pedaggio con il sistema wireless coreano Hi-pass. Altra criticità ha riguardato le lunghe gallerie che i cinque veicoli hanno dovuto percorrere, proprio per via dell'interruzione del segnale GPS. Ma anche in questo caso se la sono cavata brillantemente sfruttando telecamere e sensori presenti a bordo.

Nexo non è carente neanche dal punto di vista dell'infotainment, visto che il sistema Home Connect permette di interagire con la smart home direttamente dall'interno della vettura, di visualizzare le immagini catturate dalle videocamere di sorveglianza e azionare gli elettrodomestici. Non mancano l'assistente vocale online, il sistema di riduzione del rumore e il monitoraggio della salute dei passeggeri. Con i dati su battito cardiaco e umore il sistema è in grado di proporre servizi terapeutici e, all’occorrenza, anche assistenza medica tramite videochiamata.

L'obiettivo di Hyundai è quello di ottenere l'autonomia totale entro il 2030, data entro la quale i veicoli completamente autonomi si spera siano già nelle concessionarie. Considerando che è l'obiettivo di quasi tutti i produttori automobilistici sembra scontato che i prossimi anni possano riservare delle sorprendenti novità sul fronte della mobilità.

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20 Commenti
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Notturnia06 Febbraio 2018, 17:57 #1
idrogeno, finalmente un idea intelligente.. meno rognoso delle batterie e ecologicamente equivalente
mr.cluster06 Febbraio 2018, 18:52 #2
Originariamente inviato da: Notturnia
idrogeno, finalmente un idea intelligente.. meno rognoso delle batterie e ecologicamente equivalente


..se:
A) non ti secca ricaricare ogni 2 giorni se lasci la macchina in garage perché attualmente i serbatoi a 400 atm non sono proprio a vera "tenuta stagna";
B) non teniamo conto che l'unica fonte conveniente di idrogeno al momento deriva dalla catalisi degli idrocarburi pesanti (derivati petroliferi), ed al momento non è sostenibile economicamente la catalisi dell'acqua e della fonti biocompatibili come il biogas e l'etanolo agricolo.
GiGBiG06 Febbraio 2018, 21:36 #3
E' senza dubbio difficile produrre l'idrogeno, ma finchè non verrà adottato come valida fonte energetica da molti costruttori rimarrà allo stato embrionale come succedeva con le vecchie batterie, che duravano nulla e inquinavano come una centrale nucleare. Se più gente ci lavora sarà possibile affinare la tecnica e farla diventare un'alternativa valida.
+Benito+07 Febbraio 2018, 08:39 #4
Mi sorprende che ci siano ancora investimenti verso l'idrogeno. E' ormai assodato che non è una buona scelta per tanti motivi. In ogni caso non è una fonte, è un mezzo di trasferimento, e purtroppo non si può liquefare, non si possono fare idrogenodotti e nessun materiale compatibile con l'autotrazione è in grado di contenerne una quantità ragionevole pesando poco e senza perdite.
Mparlav07 Febbraio 2018, 09:12 #5
La stazione di rifornimento per idrogeno costa quasi 1.5 milioni di euro e fornisce solo idrogeno.
La maggior parte di questi costi non sono abbattibili anche su una produzione su vasta scala, perchè ci sono dei requisiti di sicurezza imprescindibili da rispettare (stessa cosa delle stazioni di scambio pacchi batterie al litio sperimentate in Israele).

Una tipica stazione diesel/benzina/gpl costa la metà.

Il costo di rifornimento di 1 Kg di idrogeno si aggira sui 12-15 euro, naturalmente questo è un costo abbattibile, evolvendo l'attuale metodo di produzione dell'idrogeno.
Notturnia07 Febbraio 2018, 11:26 #6
Ci saranno tanti svantaggi con l'idrogeno ma é più facile da creare una rete di distributori ad idrogeno che tirare linee di media tensione per alimentare i punti di ricarica per le elettriche.. ci si dimentica che per avere anche solo 1 tesla supercharger serve una cabina di media tensione.. e che se volessimo fare 30 piazzole stiamo parlando di una cosa come 12 MW di potenza.. una piccola fonderia.. potenze che hanno un costo notevole e che generano uno spreco immane.. si perché la linea che porta alle piazzole e il sistema di trasformazione consumano anche senza auto collegate..
ci sono pro e contro ovunque e non costa poco portare 12 MW.. ad oggi parliamo di 600 mila euro di solo allacciamento senza i costi della cabina e tutto il resto.. si parla ben di più di 1.5 milioni di euro per 30 Piazzole..
predator8707 Febbraio 2018, 11:46 #7
Per quel che mi riguarda, io ancora non ho capito che direzione ha preso il futuro..
+Benito+07 Febbraio 2018, 12:43 #8
Originariamente inviato da: Notturnia
Ci saranno tanti svantaggi con l'idrogeno ma é più facile da creare una rete di distributori ad idrogeno che tirare linee di media tensione per alimentare i punti di ricarica per le elettriche.. ci si dimentica che per avere anche solo 1 tesla supercharger serve una cabina di media tensione.. e che se volessimo fare 30 piazzole stiamo parlando di una cosa come 12 MW di potenza.. una piccola fonderia.. potenze che hanno un costo notevole e che generano uno spreco immane.. si perché la linea che porta alle piazzole e il sistema di trasformazione consumano anche senza auto collegate..
ci sono pro e contro ovunque e non costa poco portare 12 MW.. ad oggi parliamo di 600 mila euro di solo allacciamento senza i costi della cabina e tutto il resto.. si parla ben di più di 1.5 milioni di euro per 30 Piazzole..


Considera che la produzione da anni si sta distribuendo molto di più rispetto a prima, anche solo il contributo dei pannelli fotovoltaici è molto rilevante. Per quando sarà maturo li mercato dell'auto elettrica probabilmente sarà comunque necessario rifare buona parte della rete. Se guardiamo ad un orizzonte ragionevole, non meno di 20 anni. Anche le logiche di carico sulla rete saranno molto più avanzate e la potenza disponibile sarà qualcosa probabilmente di dinamico.

Ho iniziato a seguire il mercato dell'idrogeno quasi 20 anni fa, ci sono state evoluzioni, ma i punti critici rimangono gli stessi e sono legati alla fisica, non alla tecnica. L'idrogeno va compresso a pressioni elevatissime, permea qualsiasi serbatoio che non pesi 20 kg/kg, se bruciato in un MCI produce comunque NOx e nemmeno pochi, in una FC ha un rendimento basso con celle economiche; produrlo in modo distribuito con stoccaggi che consentano di rifornire un volume di auto considerevole ha costi molto alti e problemi di sicurezza notevoli (sono a tutti gli effetti bombe) e richiede comunque di rifare la rete elettrica.
Produrlo in modo centralizzato ha costi in proposzione ridotti, pochi problemi di sicurezza, ma i carri bombolai sono molto inefficienti in fase gas, totalmente inefficienti in fase liquida, e idrogenodotti non si possono fare per gli stessi problemi dei serbatoi.
Notturnia07 Febbraio 2018, 14:05 #9
lavoro nel mondo dell'energia elettrica da quasi 25 anni ormai e conosco le logiche di funzionamento della rete di distribuzione locale e nazionale e non è migliorato il sistema grazie alla produzione distribuita, anzi.. questo ha solo causato molto problemi in più per l'imprevedibilità del carico.
Detto questo, tutto si risolve ma portare 12 MW in un posto vuol dire tirare un "cavo" a 60 mila volt con una cabina primaria e una cabina secondaria di trasformazione.. poco conta chi produce e dove.. serve comunque un punto di arrivo "vicino" al punto di utilizzo, le piazzole. e questo non è interessato da dove viene prodotta l'energia e neanche da come è prodotta..
Vorrà dire tirare migliaia di kilometri di cavo in media e alta tensione per alimentare questi nuovi "distributori", rifare le linee delle città perchè oggi non sarebbero in grado di reggere i carichi delle automobili etc.

penso ad una città di 100 mila abitanti che oggi ha circa 50 mila autovetture.
se ipotizziamo che 10 mila autovetture ogni giorno debbano ricaricare 50 kWh con colonnine da 70 kW vuol dire dover avere 10 mila punti di ricarica che oggi non esistono per 700 MW .. una città come sopra oggi ha solo 30 mila case da 3 kW e quindi una potenza teorica di 90 MW a cui serve un boost di 700 MW.. le linee non sono idonee per questo..

qualche genio parla di colonnine da 400 kW .. se ne mettiamo anche solo 100 in una città da 50 mila vetture parliamo sempre di 40 MW.. la metà della potenza installata di una città da 100 mila persone..

ci sono voluti 50 anni per cablare le nostre città per le attuali esigenze e dobbiamo rivoluzionare il tutto per potenze di picco fino a 10 volte superiori (nelle grandi città .. non credo sia una cosetta che in italia si puo' fare in 20 anni.. e la produzione FV è irrilevante per le auto elettriche dal momento che principalmente verranno ricaricate di notte.
anche volessimo stoccare l'energia nelle pile al sale e usarla di notte parliamo di potenze in gioco di grandezze differenti.

Oggi circolano 30 milioni di vetture in italia, diciamo che con l'elettrico il mondo cambierà e ne avremo solo 15 milioni (per assurdo.. e tanto assurdo..) 15 milioni di veicoli che consumano 30 kWh/giorno -> 450 milioni di kWh/giorno diciamo per solo 200 giorni l'anno -> 90 TWh circa 1/3 del consumo dell'intera italia attuale.. e sono numeri che probabilmente sono neanche la metà del vero..

ci sono molte "cosette" da sistemare per un Italia ed un Europa simile.. e non bastano i magheggi..

l'italia produce 24 TWh di fotovoltaico all'anno.. probabilmente 1/8 di quanto serve per le sole auto.. ma anche nella condizione migliore, un quarto appena..

tutto qua :-D
Capozz07 Febbraio 2018, 14:14 #10
Originariamente inviato da: Notturnia
lavoro nel mondo dell'energia elettrica da quasi 25 anni ormai e conosco le logiche di funzionamento della rete di distribuzione locale e nazionale e non è migliorato il sistema grazie alla produzione distribuita, anzi.. questo ha solo causato molto problemi in più per l'imprevedibilità del carico.
Detto questo, tutto si risolve ma portare 12 MW in un posto vuol dire tirare un "cavo" a 60 mila volt con una cabina primaria e una cabina secondaria di trasformazione.. poco conta chi produce e dove.. serve comunque un punto di arrivo "vicino" al punto di utilizzo, le piazzole. e questo non è interessato da dove viene prodotta l'energia e neanche da come è prodotta..
Vorrà dire tirare migliaia di kilometri di cavo in media e alta tensione per alimentare questi nuovi "distributori", rifare le linee delle città perchè oggi non sarebbero in grado di reggere i carichi delle automobili etc.

penso ad una città di 100 mila abitanti che oggi ha circa 50 mila autovetture.
se ipotizziamo che 10 mila autovetture ogni giorno debbano ricaricare 50 kWh con colonnine da 70 kW vuol dire dover avere 10 mila punti di ricarica che oggi non esistono per 700 MW .. una città come sopra oggi ha solo 30 mila case da 3 kW e quindi una potenza teorica di 90 MW a cui serve un boost di 700 MW.. le linee non sono idonee per questo..

qualche genio parla di colonnine da 400 kW .. se ne mettiamo anche solo 100 in una città da 50 mila vetture parliamo sempre di 40 MW.. la metà della potenza installata di una città da 100 mila persone..

ci sono voluti 50 anni per cablare le nostre città per le attuali esigenze e dobbiamo rivoluzionare il tutto per potenze di picco fino a 10 volte superiori (nelle grandi città .. non credo sia una cosetta che in italia si puo' fare in 20 anni.. e la produzione FV è irrilevante per le auto elettriche dal momento che principalmente verranno ricaricate di notte.
anche volessimo stoccare l'energia nelle pile al sale e usarla di notte parliamo di potenze in gioco di grandezze differenti.

Oggi circolano 30 milioni di vetture in italia, diciamo che con l'elettrico il mondo cambierà e ne avremo solo 15 milioni (per assurdo.. e tanto assurdo..) 15 milioni di veicoli che consumano 30 kWh/giorno -> 450 milioni di kWh/giorno diciamo per solo 200 giorni l'anno -> 90 TWh circa 1/3 del consumo dell'intera italia attuale.. e sono numeri che probabilmente sono neanche la metà del vero..

ci sono molte "cosette" da sistemare per un Italia ed un Europa simile.. e non bastano i magheggi..

l'italia produce 24 TWh di fotovoltaico all'anno.. probabilmente 1/8 di quanto serve per le sole auto.. ma anche nella condizione migliore, un quarto appena..

tutto qua :-D


Penso che tu abbia illustrato la situazione in modo esauriente. C'è poco da fare, i motori a combustione interna rimarranno l'unica soluzione realmente fattibile per molti molti anni.

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