In Florida, primo servizio di scuolabus elettrici ed a guida autonoma

In Florida, primo servizio di scuolabus elettrici ed a guida autonoma

Con l'inizio del nuovo anno scolastico, in molti si saranno accordi del netto aumento del traffico nelle ore precedenti all'inizio delle lezione e successive alla loro fine: prevedere sistemi di trasposto dedicati agli studenti sicuramente è un buon metodo per fronteggiare questo tipo di problemi, ma un servizio autonomo di scuolabus è attualmente fattibile ed oltremodo sicuro?

di pubblicata il , alle 08:17 nel canale Tecnologia
 

Nella parte sud-occidentale della Florida, precisamente nella città di Babcock Ranch, è stato presentato un originale progetto pilota legato alla mobilità degli studenti nella tratta casa-scuola-casa, parliamo di uno scuolabus a trazione elettrica e guida autonoma pensato per collegare direttamente alcuni quartieri residenziali della città al rispettivo edificio scolastico.

Con l'inizio del nuovo anno scolastico, in molti si saranno accordi del netto aumento del traffico nelle ore precedenti all'inizio delle lezione e successive alla loro fine: prevedere sistemi di trasposto dedicati agli studenti, come del resto già avviene in tutto il mondo con l'ausilio di pulmini gialli o infrastrutture dedicate, sicuramente è un buon metodo per fronteggiare questo tipo di problemi, ma un servizio autonomo di scuolabus è attualmente fattibile ed oltremodo sicuro?

Per il momento parliamo comunque di un progetto pilota, realizzato in collaborazione con Transdev, società francese specializzata nel trasporto pubblico, progetto il quale prevede l'utilizzo per il momento di un numero contenuto di navette, ciascuna delle quali in grado di trasportare fino a 12 bambini alla volta, ed appositamente programmate per seguire un percorso prestabilito, recuperando i bambini da un'area di raccolta designata e lasciandoli di fronte alla scuola: l'obiettivo finale sarebbe quello di consentire un servizio porta a porta dedicato, decisamente più complicato da attuare e con molte più variabili in gioco.

Le navette in questione attualmente non spiccano per capienza e, purtroppo o per fortuna, nemmeno per velocità di crociera: si parla di spostamenti con velocità comprese tra i 13 ed i 50 km/h, avranno a bordo un assistente per la gestione dei bambini come del resto già avviene sugli scuolabus tradizionali.

Il servizio in questione, per come attualmente strutturato, ipotizziamo possa essere un'ottima soluzione in aree residenziali, dove nel giro di pochi chilometri gli abitanti dispongono di tutti i relativi servizi, scuola inclusa, decisamente più complicata l'adozione in zone rurali con distanze da ricoprire nettamente maggiori.

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5 Commenti
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AlPaBo21 Settembre 2018, 09:18 #1
I bambini hanno comportamenti difficilmente prevedibili e spesso si distraggono dai pericoli. Mi sembra il peggior target possibile per un'attività sperimentale come questa.
Doraneko21 Settembre 2018, 11:07 #2
Originariamente inviato da: AlPaBo
I bambini hanno comportamenti difficilmente prevedibili e spesso si distraggono dai pericoli. Mi sembra il peggior target possibile per un'attività sperimentale come questa.


Magari è un servizio pensato per salvaguardare la salute mentale degli autisti
BrightSoul21 Settembre 2018, 12:04 #4
Originariamente inviato da: aqua84


"Beve, impreca... è una vera ciofeca!
Ave all'autista, all'autista del pulmin!"

Senza nessun autista, questa canzoncina verrà dimenticata.
biometallo21 Settembre 2018, 12:41 #5
Originariamente inviato da: AlPaBo
I bambini hanno comportamenti difficilmente prevedibili e spesso si distraggono dai pericoli. Mi sembra il peggior target possibile per un'attività sperimentale come questa.


Ma infatti l'articolo precisa che ci sarà sempre a bordo un adulto a controllare i bambini, non saranno lasciati a loro stessi, e immagino che in caso di problemi sarà sempre possibile l'arresto immediato del veicolo.

50 km/h massimi mi sembrano più che adeguati per un veicolo che deve percorrere unicamente tratti urbani, al massimo il vero limite sono i soli 12 posti a sedere, ma stiamo comunque parlando di primi modelli sperimentali.

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