MotoE, sarebbe un cortocircuito sull'impianto elettrico, la possibile causa dell'incendio dei giorni scorsi

MotoE, sarebbe un cortocircuito sull'impianto elettrico, la possibile causa dell'incendio dei giorni scorsi

"Anche se siamo in attesa della conclusione ufficiale dell'indagine da parte della polizia locale, le prime prove riguardanti la causa dell'incendio sembrano indicare un cortocircuito come causa principale dell'incidente. Le moto non erano collegate all’infrastruttura di ricarica nel momento in cui è scoppiato l’incendio" afferma la Dorna

di pubblicata il , alle 13:21 nel canale Tecnologia
MotoE
 
48 Commenti
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+Benito+18 Marzo 2019, 19:05 #11
Originariamente inviato da: Axios2006
Qualunque cosa sia, dati i soldi che hanno un impianto antincendio potevano pure permetterselo...

Ed anche se le batterie non sono state la causa, bruciano alquanto bene...


Il guaio è che in questi casi non puoi usare acqua. Ci sono vari tipi di impianto che si usano in situazioni simili, ad esempio nei CED, che fondamentalmente saturano la stanza di un gas inerte rimuovendo l'ossigeno.
Funzionano benino, ma se hai una situazione con delle batterie hai anche il problema della temperatura. Se non raffreddi, togliere l'ossigeno non serve a niente.
Per cui o effettivamente è un caso sfigatissimo in cui non si sa come hanno realizzato una struttura che nel suo complesso ha potuto raggiungere il flashover nonostante le sicurezze lato elettrico, senza carichi collegati, oppure, nel caso fosse stata una batteria ad inescare l'incendio, probabilmente la temperatura raggiunta unita alla densità di stoccaggio di altre batterie a materiali combustibili avrebbe reso quasiasi sistema antincendio inutile.
Intendiamoci, quando si tratta con queste cose non puoi permetterti di rifugiarti nei sistemi di spegnimento! Devi fare di tutto per impedire che l'incendio si sviluppi, ed avere dei sistemi di rivelazione che consentano, al limite, di rimuovere per tempo tutto quello che si può prima che "scoppi la bomba"
Con buona certezza ci sono stati uno o più errori e/o negligenze.
Mparlav18 Marzo 2019, 20:19 #12
Per lo spegnimento delle auto elettriche ed ibride, si usa l'acqua.

https://www.nfpa.org/News-and-Resea...Battery-Hazards
Folgore 10118 Marzo 2019, 20:29 #13
Originariamente inviato da: mally
sono i cavi di connessione per gli EAF, buona lettura:

https://www.furukawa.co.jp/en/produ...cable_d356e.pdf


Grazie, che spettacolo ma non credo che li utilizzerò mai , comunque deve essere una bella sfida fare un impianto simile.
gsorrentino18 Marzo 2019, 23:41 #14
Originariamente inviato da: Mparlav
Per lo spegnimento delle auto elettriche ed ibride, si usa l'acqua.

https://www.nfpa.org/News-and-Resea...Battery-Hazards


Veramente nei PDF del link da te indicato si legge:

"Dry chemical, CO2, and foam are often the preferred methods for extinguishing a fire
involving batteries, and water is often not the first extinguishing agent of choice."

e

"Firefighting techniques for vehicles using Li-ion battery packs should be treated like any
electrical fire by using Class C extinguishing agent."

leggendo il documento è chiaro che l'acqua può e deve essere usata quando l'incendio è ormai ampiamente divampato e rischia di andare fuori controllo.
Quindi vanno abbassate rapidamente le temperature.

Ma è logico, quando il fuoco divampa i pacchi batterie sono in corto e non sono più in grado di "dare la scossa"...
Mparlav19 Marzo 2019, 10:16 #15
Originariamente inviato da: gsorrentino
Veramente nei PDF del link da te indicato si legge:

"Dry chemical, CO2, and foam are often the preferred methods for extinguishing a fire
involving batteries, and water is often not the first extinguishing agent of choice."

e

"Firefighting techniques for vehicles using Li-ion battery packs should be treated like any
electrical fire by using Class C extinguishing agent."

leggendo il documento è chiaro che l'acqua può e deve essere usata quando l'incendio è ormai ampiamente divampato e rischia di andare fuori controllo.
Quindi vanno abbassate rapidamente le temperature.

Ma è logico, quando il fuoco divampa i pacchi batterie sono in corto e non sono più in grado di "dare la scossa"...


Apprezzo che almeno gli abbia letti

Per le prove sperimentali, hanno utilizzato l'acqua per l'incendio delle auto per escludere che esalazioni ed elettrocuzione possano causare danni agli operatori.
Ci sono metodi migliori? Si.
Ma non escludono l'acqua.

Questo anche in presenza del solo principio d'incendio o di eventuali thermal runway delle batterie (che d'altra parte, possono essere in gran parte scongiurati dai costruttori di auto).

E' chiaro che se dovesse andare a fuoco un fabbrica di batterie, così come una centrale elettrica o un qualsivoglia impianto industriale, l'intervento sarebbe molto più "mirato".
Anche per un incendio boschivo usano, se possono, gli schiumogeni o i ritardanti perchè più efficaci dell'acqua.

Per un autorimessa di veicoli elettrici l'intervento sarebbe lo stesso che se ci fossero altre auto "tradizionali".

P.S.: Le linee guida del Ministero degli Interni (Vigili del Fuoco) per l'installazione d'infrastrutture di ricarica elettrica sono disponibili da 1 anno.
+Benito+19 Marzo 2019, 10:32 #16
Non mi è mai capitata per le mani, quindi non sono informato. Se riesco mi studio un po' la cosa. Ma in linea generale, dove c'è energia e elettrica e dove c'è litio, l'acqua non può essere la prima scelta. Per cui quando arrivano i vigili se ci sono le condizioni di sicurezza intervengono con l'acqua. Se la situazione è quella di questo evento, o simile, in ogni caso i vigili possono solo contenere l'incendio evitando che raggiunga altri fabbricati, ormai è tutto perso.
Come dicevo, la gestione della prima fase dell'incendio in queste situazioni è critica ed essenziale, se ti scappa non lo tieni più, a causa delle sostanze impiegate oltre che del "classico" flashover.

P.S. le NFPA in italia sono applicabili, principalmente dove le UNI ed i DM non indicano cose, diversamente si usa la normativa comunitaria.
pipperon19 Marzo 2019, 11:48 #17
Originariamente inviato da: mally
sono i cavi di connessione per gli EAF, buona lettura:

https://www.furukawa.co.jp/en/produ...cable_d356e.pdf


Divertenti, grazie della info, cosi' grossi non li avevo mai visti, piu' piccoli alcuni vorrebbero usarli dalla colonnina all'auto per superare i 300KW...
La domanda e':
In un percorso di un centinaio di metri sospesi quanto durerebbero e cosa perderebbero di energia tenuto conto che solo di pompe devi cosi' ruzzare.

Sono "soluzioni" poco praticabili a mio sindacabile giudizio.
andbad19 Marzo 2019, 11:58 #18
.

By(t)e
pipperon19 Marzo 2019, 12:09 #19
Originariamente inviato da: Folgore 101
I cavi comunque non vanno "a spasso" se non fai dei corto circuiti secchi. Ti allego una foto di un lavoro che abbiamo fatto qualche anno fa per rendere l'idea.
Link ad immagine (click per visualizzarla)
Il colore verde dei cavi indica che sono a basso sviluppo di fumi e gas FG7OM1 3x(4x300)+4x300 (questa è la sigla vecchia, quella dei cavi nuovi è FG16OM16), hai perfettamente ragione sul quanto siano scomodi da posare.

Giusto per dare qualche nozione, spero sia gradita.


Le nozioni mi piacciono sempre un sacco e, comunque, impianti cosi' "pesanti" non li ho mai realizzati. Certo sono un elettrotecnico ma non lo faccio di lavoro.
Quindi mi piace vedere impianti e tricks odierni. Poi le normative odierne sono molto piu' complesse di quando studiai.

Detto questo i cavi possono spostarsi non solo per un corto che puo' essere veramente devastante, il mio prof mi fece vedere un muro di delimitazione completamente distrutto dai conduttori e mi fece calcolare la spinta, ma anche dal'improvvisa mancanza di tensione.
Come durante l'apertura del termico, cosa che pare sia avvenuta diverse volte quel di.
Aggiungi le vibrazioni del 50Hz, un impianto con parti sotto il pagliolo che poggiano sull'asfalto (ci scommetto che abbiamo posato i cavi cosi', in quel contesto e' un classico) e il movimento dato dalle colonnine montate su supporti rimovibili che "ballano" muovendo i cavi.
Il tutto a temperature molto alte (ricordiamo il termico che continuava a scattare?) con guaine belle tostate.

Insomma l'incompetenza data da "tanto e' il solito paddoc montiamolo alla solita maniera"

Ci sara' da ridere quando anziche caricare 3 tesla ci saranno piazzole grandi come l'equivalente di due pompe di benzina doppio erogatore con 50 o 100 tesla in ricarica.
Allora si che ne vedremo delle belle. Come casso fai a portare in una piccola piazzola 20MW?
e in una grande?
Smantelli i palazzi per mettere gli interruttori?
e, soprattutto, dove trovi areee cosi' grandi nelle citta'?

Andra' a finire che il piazzale di ricarica sara' un enorme warsilla o man alimentati a IFO connessi ad una serie di generatori BT. Molto piu' economico di tirare una tratta in mezzo alla citta' o nei luoghi di villeggiatura.
Alla faccia dell'inquinamento.
+Benito+19 Marzo 2019, 12:25 #20
Ogni volta si casca nello stesso discorso, sbagliato. Non si potreranno mai 20 MW per stazione di ricarica. I distributori di energia elettrica non saranno mai come quelli di benzina. Andare oltre le 10 postazioni per lotto non mi sembra verosimile. Si tratta sempre di 1-2 MW

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