Stellantis avanti tutta, la fusione tra FCA e PSA ottiene il via libera

Stellantis avanti tutta, la fusione tra FCA e PSA ottiene il via libera

Le nozze tra PSA e FCA hanno ottenuto l'ok da parte degli azionisti del gruppo transalpino - a breve quello di FCA. Stellantis diventa il terzo costruttore mondiale del settore auto per fatturato e il quarto in quanto a volume.

di pubblicata il , alle 15:28 nel canale Tecnologia
FCAPSA
 

Si compie in queste ore un nuovo decisivo passo avanti verso la creazione di Stellantis, la nuova realtà che nasce dalla fusione di FCA (Fiat Chrysler Automobiles) e PSA (proprietaria dei marchi Peugeot, Citroën, DS Automobiles, Opel e Vauxhall Motors). L'operazione ha ottenuto l'approvazione da parte del 99,85% degli azionisti PSA presenti in assemblea e nel corso del pomeriggio si procederà con il via libera da parte dell'assemblea degli azionisti FCA.

Secondo Louis Gallois, presidente del Consiglio di sorveglianza di Psa, la fusione con FCA seppur "non indispensabile nel breve periodo" rappresentava un'opportunità da cogliere, in particolare "per affrontare la sfida dei veicoli elettrici e del suo finanziamento. Sarà più facile fabbricare batterie competitive con un 'mercato interno' di circa 8 milioni di auto. Inoltre, le due aziende hanno un'eccezionale complementarità geografica: PSA è forte in Europa, FCA è forte in America del Nord e del Sud".

Carlos Tavares, presidente del consiglio di gestione del gruppo PSA e prossimo AD di Stellantis, ha definito il passaggio un "momento storico" e parlato sinergie per 5 miliardi l'anno.

"I gruppi FCA e PSA sono in buona salute e saranno più forti insieme", ha aggiunto Tavares, illustrando una realtà che nascerà "con una posizione finanziaria solida già dalla sua creazione". L'operazione permetterà una forte complementarità a livello tecnologico e anche nei veicoli autonomi, e le dimensioni della nuova nata consentiranno di diluire i rischi sia in termini di ricerca e sviluppi che di investimenti.

"La forte complementarità tra PSA e FCA permette di creare il terzo costruttore mondiale del settore automobilistico in termini di fatturato e il quarto in termini di volume", ha affermato ancora Tavares. "Se consideriamo i dati del 2019 complessivamente, il gruppo che nascerà dalla fusione produrrà 10 milioni di auto nel mondo e avrà un fatturato di 167 miliardi di euro", ha aggiunto.

Interessati da questa fusione, del valore di 43 miliardi, ben 400 mila dipendenti (il piano industriale sarà svelato entro l'estate). Stellantis avrà sede in Olanda, con Exor come primo azionista con il 14,4%; Peugeot avrà il 7,2%, lo stato francese il 6,2% e i cinesi di Dongfeng il 5,6%. Il presidente del gruppo sarà John Elkann, mentre Robert Peugeot ricoprirà la carica di vicepresidente. Carlos Tavares avrà invece l'incarico di amministratore delegato.

34 Commenti
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demon7704 Gennaio 2021, 15:40 #1
BOH.
Si fondono l'una con l'altra a formare un carrozzone sempre più grosso..

Io non ne capirò molto, ma non è proprio diventando un carrozzone gigante con partecipazioni statali che si passa da azienda sana a mangiatoia per raccomandati a spese dei cittadini?
Perchè la FIAT era esattamente questo.
randorama04 Gennaio 2021, 15:43 #2
no. pensa solo ai risparmi che avranno in fase di ricerca e sviluppo (in questa fase particolare, poi) e alle economie di scala che avranno sviluppando un solo motore e un solo pianale anzichè 2.
LordPBA04 Gennaio 2021, 15:47 #3
mi auguro che:

1- non chiudano le fabbriche in Italia
2- la smettano di sfornare suv

per il resto va bene
frankie04 Gennaio 2021, 15:53 #4
Da quanto ho potuto vedere più che fusione sembra che PSA abbia acquisito FCA.

Detto ciò, qualche marchio chiuderà definitivamente i battenti, come ad esempio lancia.

Anche io mi auguro che:
1- non chiudano le fabbriche in Italia
2- la smettano di sfornare suv
3- la smettano di cambiare segmento alle auto (cosa serve prendere la Panda farla diventare un altra auto e inserirne un altra nuova nello stesso segmento)
4- la smettano di ingrandire i veicoli che NON è quello che laGGente vuole.
maxsona04 Gennaio 2021, 15:56 #5
Originariamente inviato da: LordPBA
mi auguro che:

1- non chiudano le fabbriche in Italia
2- la smettano di sfornare suv

per il resto va bene

Visto che i SUV sono quello che chiede il mercato, non farli sarebbe un suicidio.
demon7704 Gennaio 2021, 15:56 #6
Originariamente inviato da: randorama
no. pensa solo ai risparmi che avranno in fase di ricerca e sviluppo (in questa fase particolare, poi) e alle economie di scala che avranno sviluppando un solo motore e un solo pianale anzichè 2.


Ad essere onesti se vai a guardare motori, scocche, telai, interni di gran parte delle auto più comuni scoprirai che già adesso c'è un interscambio feroce di praticamente tutto tra case automobilistiche diverse.
Che va benissimo visto che consente di abbattere costi inutili.

La mia paura qui è che quando fondi insieme troppa ciccia poi mantenere insieme il mucchio diventa sempre più difficile.. cosa succede se poi il mostro comincia a macinare male? Ribadisco cosa accadde con FIAT in Italia negli anni 70-80.
demon7704 Gennaio 2021, 15:58 #7
Originariamente inviato da: frankie
la smettano di ingrandire i veicoli che NON è quello che laGGente vuole.


Io sono pure d'accordo, anche a me stanno sulle palle sti carri da morto.. ma credo facciano indagini per capire quali siano le preferenze del pubblico.
Utonto_n°104 Gennaio 2021, 16:01 #8
Originariamente inviato da: demon77
BOH.
Si fondono l'una con l'altra a formare un carrozzone sempre più grosso..

Io non ne capirò molto, ma non è proprio diventando un carrozzone gigante con partecipazioni statali che si passa da azienda sana a mangiatoia per raccomandati a spese dei cittadini?
Perchè la FIAT era esattamente questo.


Che mi risulti, Fiat non ha mai avuto quota di partecipazione statale, che sia stata sovvenzionata in vari modi dallo stato si (cassa-integrazione, aiuti per aprire stabilimenti, etc.), mentre in Peugeot c'è una quota dello stato Francese.
PS credo che poi Fiat abbia fatto investimenti che non le convenivano per accontentare i politici che l'avevano "agevolata", ma questa è una cosa diversa dalla partecipazione statale

PPS l'unica cosa che ho trovato è che nel 1986 6 novembre: L'Iri vende alla Fiat l'Alfa Romeo (Iri = stato). E anche questo passaggio forse è stato una mano lava l'altra e...
randorama04 Gennaio 2021, 16:03 #9
Originariamente inviato da: demon77
Ad essere onesti se vai a guardare motori, scocche, telai, interni di gran parte delle auto più comuni scoprirai che già adesso c'è un interscambio feroce di praticamente tutto tra case automobilistiche diverse.
Che va benissimo visto che consente di abbattere costi inutili.

La mia paura qui è che quando fondi insieme troppa ciccia poi mantenere insieme il mucchio diventa sempre più difficile.. cosa succede se poi il mostro comincia a macinare male? Ribadisco cosa accadde con FIAT in Italia negli anni 70-80.


che a livello di motoristica e pianali ci siano scambi all'esterno del gruppo (al netto ovviamente di join venture ad hoc) non credo; però magari mi sbaglio.
secondo me si "corre il rischio" che, per creare la fascia bassa del mercato, si ottenga qualcosa che valga più di quel che costa.
pensa solo alla dacia. da quando è sotto renault, la duster ha mantenuto un prezzo entry level, ma la qualità è senz'altro salita.
rimane il fatto, quello si, che FCA ormai è ulteriormente ridimensionata.
randorama04 Gennaio 2021, 16:04 #10
Originariamente inviato da: Utonto_n°
Che mi risulti, Fiat non ha mai avuto quota di partecipazione statale, che sia stata sovvenzionata in vari modi dallo stato si (cassa-integrazione, aiuti per aprire stabilimenti, etc.), mentre in Peugeot c'è una quota dello stato Francese.
PS credo che poi Fiat abbia fatto investimenti che non le convenivano per accontentare i politici che l'avevano "agevolata", ma questa è una cosa diversa dalla partecipazione statale

PPS l'unica cosa che ho trovato è che nel 1986 6 novembre: L'Iri vende alla Fiat l'Alfa Romeo (Iri = stato). E anche questo passaggio forse è stato una mano lava l'altra e...


se non ricordo male marchionne si faceva (non a torto) vanto di non aver mai avuto nulla dalla pubblica amministrazione.
la vendita di alfa romeo è difficile da considerare "regalo". Iri aveva rilevato il marchio milanese ormai decotto e l'aveva si "regalato" a fiat; ma perchè non aveva né la capacità né la volontà di gestirlo.

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