Supercharger aperti anche ai veicoli non Tesla: è il futuro in un tweet di Musk

Supercharger aperti anche ai veicoli non Tesla: è il futuro in un tweet di Musk

Elon Musk indica chiaramente la volontà di aprire in un prossimo futuro la propria rete di ricarica Supercharger anche ai veicoli elettrici di altri produttori. Una strada non semplice da implementare che farà arrabbiare i possessori Tesla

di pubblicata il , alle 11:22 nel canale Tecnologia
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I tweet con i quali periodicamente Elon Musk aggiorna sullo stato di sviluppo di prodotti e funzionalità che Tesla intende implementare nei propri prodotti sono ormai ben noti agli appassionati. L'ultimo, risalente alla notte italiana, fa chiarezza anche se in realtà genera più domande che riposte circa un tema del quale si è discusso nelle ultime settimane. Tesla aprirà la propria rete di Supercharger anche a veicoli elettrici di altri produttori?

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Partiamo dal capire cosa sia la rete Supercharger. Si tratta di stazioni di ricarica proprietarie di Tesla, presenti in varie regioni globali (in Italia sono oltre 40 quelle al momento attive), dotate di stalli di ricarica ad alta potenza in corrente continua che permettono di ricaricare velocemente le batterie dei veicoli elettrici Tesla con potenze variabili. Gli stalli Supercharger V2 erogano al massimo una potenza di 150kW, mentre i più recenti V3 arrivano sino a 250kW anche se un recente Tweet di Elon Musk ha parlato della possibilità di spingerli a breve sino a 300kW di potenza.

La rete Supercharger è stata sino ad oggi chiusa ai soli veicoli Tesla, risultando essere un netto vantaggio competitivo per i veicoli dell'azienda americana rispetto alle altre vetture completamente elettriche. La situazione sembra destinata a cambiare nel prossimo futuro con un'apertura anche alle altre vetture elettriche: Musk, con questo tweet, è stato molto chiaro in proposito.

"Abbiamo creato il nostro connettore proprietario, in quanto on c'era nessuno standard ai tempi e Tesla era l'unica azienda produttrice di veicoli elettrici ad autonomia elevata.

E' un connettore abbastanza compatto in grado di gestire ricarica a bassa ed alta potenza.

Detto questo, renderemo il nostro network di Supercharger aperto ad altri veicoli elettrici più in avanti nel corso dell'anno."

Musk parla ovviamente della rete Supercharger in nord America ma ha specificato, rispondendo ad una specifica domanda, che nel corso del tempo la rete Supercharger verrà aperta in tutte le nazioni nelle quali l'azienda è presente. Quando? Non è dato saperlo, di certo non nel giro di qualche mese viste tutte le considerazioni fatte poco sopra. Come capita quasi sempre, l'atteggiamento di Elon Musk nel rilasciare informazioni via Twitter pare sempre più quello di chi "lancia il sasso e nasconde la mano".

Analizziamo in dettaglio le informazioni di questo tweet, integrandole con altre che spiegano come funzionino i Supercharger e come quanto annunciato da Musk possa concretizzarsi.

  • I veicoli Tesla utilizzano un connettore proprietario per ricaricarsi, tanto con collegamento a bassa potenza (AC, corrente alternata) come con quello ad alta potenza (DC, corrente continua). Questo connettore non è usato da altri veicoli.
  • Il connettore proprietario è quello adottato nel mercato nord americano. In Europa i veicoli Tesla utilizzano un connettore CSS Combo per Model 3 e per le nuove Model X, Model Y e Model S mentre per le vetture Model S e Model X prima del 2021 il connettore è un Type-2 modificato per accettare anche ricarica DC ad alta potenza e non solo quella AC standard.
  • Le stazioni Supercharger in nord America sono tutte dotate del connettore proprietario Tesla, non compatibile senza adattatori con gli altri veicoli elettrici.
  • Le stazioni Supercharger in Europa se di tipo V3 adottano connettore CCS Combo (standard europeo, adottato per la ricarica in corrente continua da quasi tutti i veicoli elettrici in vendita in Europa), mentre se di tipo V2 sono dotate di connettore CSS Combo e di quello Type-2 modificato (per Model S e Model X, non per altre vetture).

Per poter rendere i Supercharger del nord America compatibili con altre vetture, senza interventi fisici sulla struttura attualmente presente, sarà necessario dotarsi di un adattatore le cui caratteristiche presumibilmente saranno differenti da veicolo a veicolo. Questo invece non dovrebbe accadere in Europa in quanto tutti i Supercharger sono dotati di presa CSS Combo che è come detto lo standard per la ricarica dei veicoli elettrici europei (tranne quelli di matrice giapponese che adottano connessione Chademo per la ricarica in corrente continua ad alta potenza).

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Non è però solo una questione di connettore, in quanto sarà indispensabile attrezzare i Supercharger a livello software per eseguire l'handshake con le nuove macchine non Tesla durante la fase di collegamento, instaurando un collegamento corretto tra veicolo e colonnina di ricarica così che le batterie possano ricevere la potenza adeguata. Questo richiederà un lavoro specifico da parte di Tesla, presumibilmente solo a livello software.

Da aggiungere inoltre la parte legata al costo del servizio, in quanto il pagamento dei Supercharger avviene in automatico sull'account Tesla del proprietario del veicolo senza necessità di intervenire con APP, carte di credito o tessere varie. Per i veicoli non Tesla l'azienda potrebbe richiedere una qualche forma di registrazione sul proprio sito, con la quale creare un profilo specifico per il proprio veicolo che così verrebbe abilitato alla ricarica ai Supercharger.

C'è inoltre da valutare due altri aspetti non secondari, il primo dei quali è la potenza di ricarica massima che verrà inviata dai Supercharger ai veicoli non Tesla. Possibile che questa possa essere inferiore a quanto di massimo l'azienda permette di toccare con i propri veicoli. Il secondo aspetto è ovviamente la controparte economica: ai veicoli non Tesla verrà richiesto di pagare di più una ricarica ai Supercharger rispetto a quanto richiesto ora per i possessori Tesla? Se dobbiamo immaginare un futuro con i Supercharger utilizzati anche da altri veicoli crediamo che questa opzione verrà realizzata con una potenza di ricarica non spinta al massimo (magari con un tetto di 100kW quale massimo?) e ad un costo al kWh superiore agl attuali 0,41€ che vengono richiesti ai Supercharger installati in Italia (ma i prezzi cambiano da nazione a nazione).

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I possessori Tesla saranno delusi di questa perdita di esclusività della rete Supercharger; se però questa mossa servisse per espanderne ulteriormente la presenza in modo ancor più capillare, finanziando il tutto con le ricariche dei veicoli non Tesla, allora si andrebbe a generare un effetto positivo per il modo della mobilità elettrica in generale del quale andrebbero a trarre netto beneficio anche i possessori Tesla. "Non tutto il male vien per nuocere", viene quindi da pensare immaginando un futuro con veicoli non Tesla nei Supercharger, ma anche con tante stazioni Supercharger in più presenti nel territorio.

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4 Commenti
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io78bis21 Luglio 2021, 11:50 #1
Immagino anche io metterà dei vincoli alle altre vetture o introdurrà qualche vantaggio per le vetture del marchio.
Molto probabile la seconda ipotesi in modo da soddisfare le richieste UE e dare dei benefit ai proprio clienti senza incorrere in possibili ricorsi
ramses7721 Luglio 2021, 13:40 #2
Tutto si riduce alla possibilità dei proprietari Tesla di trovare stalli liberi anche quando non saranno più esclusivi.
Il giorno che capiterà, la mia auto sarà in vendita.
Notturnia21 Luglio 2021, 13:41 #3
Quando l’ho detto anche io che la mossa in Norvegia era solo un inizio sono stato preso in giro e invece ecco che musk fa presente che aprirà a tutti perché i soldi sono soldi e non vuole perdere il suo vantaggio
TorettoMilano21 Luglio 2021, 13:44 #4
si da la possibilità ai clienti tesla di prenotare la ricarica con almeno mezzora di anticipo e problema risolto

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