Tesla denuncia ex dipendente per aver rubato file riservati. Errore o spionaggio?

Tesla denuncia ex dipendente per aver rubato file riservati. Errore o spionaggio?

Tesla ha denunciato un ex dipendente per aver rubato file riservati relativi a un software interno di grande importanza, chiamato Warp Drive. L'azienda afferma che l'ingegnere ha spostato i file nel suo account Dropbox personale.

di pubblicata il , alle 10:01 nel canale Tecnologia
Tesla
 

Tesla ha denunciato un ex dipendente per il furto di informazioni aziendali. Secondo quanto raccontato da Electrek, lo sviluppatore Alex Khatilov avrebbe sottratto dei file legati a Warp Drive, un software usato per automatizzare molti processi all'interno dell'azienda, dall'inventario agli acquisti. Laddove la maggior parte dei produttori di auto usa software di terze parti come SAP, Tesla ha deciso di creare da zero un programma per la propria gestione interna. Nella visione di Elon Musk c'era infatti un flusso di informazioni fluido, non compartimentato, per permettere alle varie divisioni di condividere dati tra loro in modo immediato e migliorare la risposta al cliente. Un software che, a detta di Tesla, il mercato non offriva.

Khatilov, assunto il 28 dicembre 2020, avrebbe iniziato a sottrarre migliaia di file altamente riservati dalla rete interna praticamente da subito (dopo tre giorni), trasferendoli sul suo account personale Dropbox. "I file consistevano in script di codice Python proprietario che Tesla ha impiegato anni di tempo ingegneristico per mettere a punto", si legge nella causa. "Questi script, quando eseguiti, automatizzano un'ampia gamma di funzioni nel business di Tesla. Solo un numero limitato di dipendenti ha accesso a questi file (40 persone su 50mila, ndr), e un membro di quel gruppo si avvantaggiato di tale accesso per scaricare file non legati al proprio lavoro".

Non chiaro se Khatilov abbia agito da solo o per conto di altri, ma Tesla ritiene di non aver scoperto tutte le azioni compiute dall'ex dipendente e di conseguenza non esclude che possa condividere le informazioni ottenute con altri. Il team di sicurezza di Tesla ha scoperto che qualcosa non andava il 6 gennaio 2021 e ha subito interrogato Khatilov. "Durante l'incontro ha ripetutamente affermato di aver trasferito solo un paio di documenti amministrativi personali", scrive Tesla nella denuncia.

"Dopo sollecitazioni ha concesso agli investigatori di Tesla l'accesso al suo account Dropbox, dove si scoperto che le affermazioni dell'imputato erano vere e proprie bugie: gli investigatori hanno trovato migliaia e migliaia di script informatici riservati di Tesla nel suo Dropbox. L'imputato ha poi affermato di aver in qualche modo "dimenticato" le migliaia di altri file che aveva sottratto (quasi certamente un'altra bugia). Ancora peggio, diventato chiaro che l'imputato aveva sfacciatamente tentato di distruggere le prove eliminando frettolosamente il client Dropbox e altri file all'inizio dell'incontro, quando gli investigatori stavano cercando di accedere al suo computer da remoto".

L'uomo, intervistato dal New York Post, ha affermato che la copia dei dati non stata intenzionale: stava provando a fare una copia di backup di una cartella del suo computer e per sbaglio ha spostato i dati riservati sul Dropbox personale. Al momento dell'intervista Khativol non era a conoscenza di essere stato denunciato da Tesla.

Non la prima volta che Tesla ricorre ai tribunali per cautelarsi contro il furto di dati sensibili: a dicembre l'azienda si accordata con l'ex tecnico di processo Martin Tripp, colpevole di aver divulgato informazioni riservate a un giornalista. Nel 2019 l'azienda di Elon Musk ha citato in giudizio la startup Zoox, impegnata nello sviluppo della guida autonoma, asserendo che quattro dipendenti di Zoox che in precedenza avevano lavorato per Tesla avevano portato con s documenti riservati.

Il caso si chiuso nell'aprile scorso, con Zoox che ha ammesso che "alcuni dei suoi nuovi assunti da Tesla" erano in possesso di documenti del precedente datore di lavoro. Ancora in corso invece il procedimento contro l'ingegnere Guangzhi Cao, reo secondo Tesla di aver rubato file legati alla tecnologia Autopilot.

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2 Commenti
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Marko_00125 Gennaio 2021, 10:31 #1
in effetti a chi non capita, per errore, almeno per una volta nella vita,
di copiare cartelle riservate su un dispositivo esterno
o in una posizione remota.
strano che non ci siano server russi implicati.
comunque, un Khatilov, riecheggia le steppe, l'orda d'oro e le matrioske.
Gundam.7525 Gennaio 2021, 17:29 #2
Ci sono soluzioni che bloccano attività di questo tipo. Soluzioni di questo tipo bloccano sul nascere la copia verso chiavette, hdd o cloud.

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