Travis Kalanick rassegna le dimissioni come CEO di Uber

Travis Kalanick rassegna le dimissioni come CEO di Uber

L'amministratore delegato di Uber ha lasciato la sua posizione in Uber a causa di pressioni derivanti dal gruppo. Le indiscrezioni comunque dichiarano che rimarrà nel Consiglio di amministrazione del gruppo. Vediamo insieme i dettagli.

di pubblicata il , alle 11:21 nel canale Tecnologia
Uber
 

Arrivano le dimissioni del CEO di Uber, Travis Kalanick. Una notizia che era nell'aria da tempo a causa delle forti pressioni esercitate dai principali azionisti del gruppo come First Round Capital, Menlo Ventures, Fidelity Investments. Il primo a riportarla è stato il New York Times che ha ricevuto la soffiata da una propria fonte attendibile e che permette di ufficializzare la fine alla guida di Travis in Uber.

Lo stesso Kalanick aveva già preannunciato ai propri dipendenti con una mail la sua dipartita come CEO di Uber dichiarando la volontà di prendersi un periodo di aspettativa dal proprio lavoro a causa di un dramma familiare che lo aveva colpito (la morte della madre in un incidente in barca). In tal caso però, oltre al dramma in famiglia, l'abbandono da amministratore delegato di Uber è giunto per le forti pressioni ricevute da parte dei maggiori investitori che dunque hanno accelerato la partenza del dirigente il quale comunque rimarrà nel consiglio di amministrazione di Uber con facoltà di voto.

"Amo Uber più di qualsiasi altra cosa al mondo e, in questo momento difficile per la mia vita personale, ho accettato le richieste degli investitori facendo un passo indietro, così che l’azienda possa continuare a crescere anziché essere rallentata da altre questioni" queste le dichiarazioni al NYT da parte di Kalanick.

Travis Kalanick ha sempre posto Uber al primo posto anche nella propria vita, almeno secondo quanto riferisce un membro del consiglio dell'azienda. In effetti Travis è il classico quarantenne imprenditore americano votato alla tecnologia che crede fortemente nella Silicon Valley e in tutto quello che ne consegue. Nel 2008 ha dato vita assieme a Garret Camp proprio ad Uber, una startup con la volontà di semplificare gli spostamenti delle persone nelle città dando una vera e propria "smossa" al mondo dei tassisti. L'azienda ci è riuscita con i suoi pro e i suoi contro, con le manifestazioni a favore e con quelle contrarie ma di certo Kalanick ha raggiunto il suo obbiettivo ed oggi viene dichiarato come il 226esimo uomo più ricco al mondo con un patrimonio di oltre 6,3 miliardi di dollari.

Si apre ora una nuova fase per Uber che dovrà porre a capo della sua azienda un uomo dotato dello stesso "karma" e della stessa qualità imprenditoriale di Travis. L'azienda è ormai una delle più importanti al mondo ma tutte le sue problematiche di fondo sicuramente torneranno a galla e solo un imprenditore con polso e soprattutto che crede fortemente nella filosofia di Uber potrà davvero "aiutare" l'azienda e continuare nella rivoluzione che la startup americana ha finora realizzato nel mondo dei trasporti.

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