Uber e Lyft minacciano sospensione delle attività ad Austin

Uber e Lyft minacciano sospensione delle attività ad Austin

La città di Austin chiede misure di sicurezza più severe per gli autisti dei servizi di ride sharing, ma le società che operano nel settore non sono d'accordo e minacciano la sospensione delle attività nella capitale del Texas

di pubblicata il , alle 15:51 nel canale Tecnologia
Uber
 

Gli elettori di Austin, in Texas, hanno respinto il provvedimento Proposition 1 che avrebbe protetto gli autisti da controlli più severi, e adesso Uber e Lyft minacciano di cessare ogni operazione nella città. Uber ha annunciato che il servizio sarà sospeso a partire dalle 8 di mattina locali, anche se ancora non è chiaro se l'abbandono nella città sarà definitivo. Lyft ha invece detto che metterà in pausa le operazioni, dopo aver minacciato anch'essa una sospensione dalle 5 del mattino.

Proposition 1 avrebbe impedito alla città di richiedere agli autisti di sottoporsi a controlli di fondo personalizzati con la scansione delle impronte digitali, ma il 56% degli elettori l'hanno rifiutata, aprendo la strada per ulteriori misure di sicurezza più severe. Il sindaco di Austin e molti cittadini hanno sfruttato l'occasione per parlare di lotta alle "società multimiliardarie", e sembra che la campagna abbia funzionato. Controlli più severi significa danneggiare gli autisti, secondo Uber e Lyft.

"Purtroppo le regole approvate dal consiglio comunale non consentono al vero e proprio ride sharing di operare", ha denunciato Lyft in una nota. Nello specifico vengono danneggiati gli autisti occasionali, i quali potrebbero essere costretti a sottoposti ai test per offrire il servizio. Secondo Uber si tratta di una grossa perdita per la sicurezza pubblica: "La parola delusione non riesce a descrivere appieno il modo in cui ci sentiamo per aver sospeso le operazioni ad Austin", ha commentato.

"Speriamo che il consiglio comunale riconsidererà l'ordinanza in modo che possiamo continuare a lavorare insieme per rendere le strade di Austin un luogo più sicuro per tutti". La crescita esplosiva del ride sharing è stata accolta in molte parti del mondo, non solo negli States, con grande preoccupazione soprattutto perché è stata in grado di sconvolgere il mercato dei servizi pubblici. Tuttavia, ci sono state anche pagine e pagine di cronaca legate alle nuove tecnologie.

In queste si legge di passeggeri aggrediti da autisti, ma è vero che succede altrettanto spesso il viceversa. Nel 2014 Uber ha deciso unilateralmente di aumentare il controllo per i conducenti imponendo a tutti i partner (sia nuovi che vecchi) di sottoporsi a controlli federali e su base locale. Tuttavia questi controlli non si sono rivelati sempre efficaci, come in alcuni casi su cui spicca quello di John Dalton, autista Uber responsabile di una serie di omicidi nello scorso mese di febbraio.

Dalton ha superato i controlli precedenti perché non aveva precedenti penali, laddove Uber non chiedeva né il salvataggio delle impronte digitali, né un colloquio faccia a faccia prima di essere autorizzato ad accettare le tariffe con il servizio.

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2 Commenti
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Pino9009 Maggio 2016, 16:07 #1
Non si capisce niente da questo articolo... è scritto veramente male. Normalmente non mi permetto, ma "quando ce vò ce vò".
Axios200609 Maggio 2016, 16:09 #2
Nel 2014 Uber ha deciso unilateralmente di aumentare il controllo per i conducenti imponendo a tutti i partner (sia nuovi che vecchi) di sottoporsi a controlli federali e su base locale. Tuttavia questi controlli non si sono rivelati sempre efficaci, come in alcuni casi su cui spicca quello di John Dalton, autista Uber responsabile di una serie di omicidi nello scorso mese di febbraio.


Invece i tassisti hanno tutti il Yankee White check immagino... https://en.wikipedia.org/wiki/Yankee_White

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