Volkswagen e Google per la simulazione quantistica su batterie per veicoli elettrici

Volkswagen e Google per la simulazione quantistica su batterie per veicoli elettrici

La casa di Wolfsburg annuncia importanti passi avanti nella simulazione delle composizioni chimiche per le batterie destinati ai veicoli elettrici grazie all'aiuto della computazione quantisitica

di pubblicata il , alle 14:41 nel canale Tecnologia
VolkswagenGoogle
 

Un po' per necessità, un po' per virtù e un po' per cancellare la brutta macchia legata all'episodio del "dieselgate", Volkswagen ha da qualche tempo mostrato una particolare attenzione nei confronti delle propulsioni ibride ed elettriche e della ricerca tecnologica collegata. L'evoluzione delle batterie è infatti un fattore chiave per i veicoli con motorizzazioni ibride o elettriche, in quanto i passi avanti sull'efficienza energetica potranno consentire una diffusione più ampia dei questa tipologia di mezzi di trasporto.

La casa di Wolfsburg ha annunciato a tal proposito alcuni importanti risultati ottenuti durante l'attività di ricerca sulle batterie, grazie all'uso di sistemi quantistici. "Ci stiamo concentrando sulla modernizzazione dei sistemi IT nel Gruppo. L'obiettivo è intensificare la digitalizzazione dei processi di lavoro - per renderli più semplici, più sicuri e più efficienti e per supportare nuovi modelli di business. E' il motivo per cui stiamo combinando le nostre attività chiave con l'introduzione di tecnologie chiave specifiche per Volkswagen. Tutto ciò include Internet of Things, intelligenza artificiale e la computazione quantistica" ha dichiarato Martin Hofmann, CIO di Volkswagen Group.

Usando algoritmi di nuova concezione il team di ricerca di Volkswagen ha gettato le basi per la simulazione e l'ottimizzazione della struttura chimica di batterie ad alte prestazioni per veicoli elettrici. La simulazione è stata condotta utilizzando un sistema quantistico in collaborazione con Google e D-Wave. Sul lungo termine gli algoritmi quantistici potranno simulare la composizione chimica di una batteria sulla base di criteri differenti come riduzione del peso, densità di potenza massima o assemblaggio delle celle, e offrire un progetto che possa essere usato direttamente per la produzione. Questo aiuterebbe significativamente ad accelerare il processo di sviluppo delle batterie, che fino ad ora si è rivelato un processo lungo, laborioso e oneroso. L'obiettivo ultimo è sviluppare una "batteria su misura" che possa essere una sorta di progetto configurabile, da portare velocemente in produzione.

"Stiamo lavorando sodo per sviluppare il potenziale della computazione quantistica per Volkswagen. La simulazione di materiali elettrochimici è un progetto importante in questo contesto. In questo campo stiamo compiendo davvero un lavoro pionieristico e siamo convinti che i computer quantistici commercialmente disponibili apriranno opportunità precedentemente inimmaginabili. Abbiamo intenzione di acquisire ora la conoscenza specifica che abbiamo bisogno per questo scopo" ha commentato Florian Neukart, responsabile scientifico del CODE Lab di Volkswagen a San Francisco.

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5 Commenti
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xxxyyy12 Giugno 2018, 15:26 #1
D-Wave e Volkswagen stanno proprio bene insieme... io tarocco te, tu tarocchi me.
Io ci aggiungerei anche la fusione fredda e un po' di elletrogravita'.
cignox112 Giugno 2018, 15:54 #2
Quindi siamo pronti per usare i primi computer quantistici per scopi reali. No, non proprio, troppo pochi qbit e non siamo neppure sicuri che funzioni. Si, invece, abbiamo introdotto nuovi algoritmi. No, presto avremo n qubit che sono il minimo. Stiamo applicando la computazione quantistica. No. Si. No.

Un giorno sembra che i computer quantistici siano un arealtá, il giorno dopo che siano solo in fase embrionale di sviluppo.

Mi sa che, a sto punto, i computer quantistici esistono e non esistono ALLO STESSO TEMPO

-- Internet of Things, intelligenza artificiale e la computazione quantistica
Io ci aggiungerei anche "guida autonoma", "social network" e "blockchain" per completare un pó la lista di buzzwords

gianluca.f13 Giugno 2018, 08:54 #3
e il grafene che fa?!!!!11?

Questi articoli pieni di supercazzole mi lasciano sempre un senso di insoddisfazione.
AlexSwitch13 Giugno 2018, 09:07 #4
Bhè i computer quantistici esistono e lavorano, ma si sta scoprendo via via che non sono adatti o, meglio, sono meno efficienti rispetto ai normali calcolatori digitali, nel risolvere tutti i problemi.
L'elaborazione quantistica è molto più efficiente nei problemi e nelle simulazioni dove ci sono una enorme quantità di variabili, interdipendenti tra loro, da ricalcolare costantemente, ovvero dove le architetture tradizionali ad alto parallelismo di calcolo si adattano difficilmente.
LASCO13 Giugno 2018, 10:45 #5
In ambito scientifico esiste una lunga discussione sulle reali capacità del computer D-Wave.
Sebbene secondo molti sfrutta fenomeni quantistici, molti esperti non lo considerano un vero computer quantistico.
In particolare, ancora non è stata dimostrata l'esistenza di un calcolo in cui il D-Wave risulti più veloce di qualsiasi algoritmo classico.

Secondo un computer scientist (Scott Aaronson):
"D-Wave founder Geordie Rose claims that D-Wave has now accomplished its goal of building a quantum computer that, in his words, is “better at something than any other option available. This claim has been widely and uncritically repeated in the press, so that much of the nerd world now accepts it as fact. However, the claim is not supported by the evidence currently available. It appears that, while the D-Wave machine does outperform certain off-the-shelf solvers, simulated annealing codes have been written that outperform the D-Wave machine on its own native problem when run on a standard laptop. More research is needed to clarify the issue, but in the meantime, it seems worth knowing that this is where things currently stand."

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