Ancora guai per Nikola Motors: Lion Electric l'accusa di rubare clienti dopo la rottura di un accordo

Ancora guai per Nikola Motors: Lion Electric l'accusa di rubare clienti dopo la rottura di un accordo

Lion Electric riceveva una fornitura di batterie da un costruttore poi acquisito da Nikola, che in seguito ha negato la fornitura e tentato di accaparrarsi i clienti di Lion delusi

di pubblicata il , alle 10:41 nel canale Trasporti elettrici
Nikola Motors
 

Nikola Motors ha impiegato davvero tanto a scrollarsi di dosso l'eredità dell'ex CEO Trevor Milton e delle sue truffe. Passato quel periodo, e accantonato per un momento l'idrogeno, l'azienda è riuscita a produrre i camion elettrici Nikola Tre, trovando anche l'importante collaborazione di Iveco.

Ma ora arrivano altri guai, questa volta per via di una causa civile aperta dall'americana Lion Electric. Per capire la questione è necessario fare alcuni passi indietro.

Lion costruisce veicoli elettrici come camion e bus, e nel 2020 aveva siglato un accordo con Romeo Power per una fornitura di batterie da 234 milioni di dollari, con l'intesa di ricevere i pacchi batteria a un prezzo concordato. Tutto è filato liscio fino a maggio 2022, momento in cui Romeo ha comunicato un rialzo dei prezzi addirittura del 65%.

Nikola Tre

Stranamente poche settimane dopo, l'1 agosto, Romeo è stata acquisita da Nikola Motors, desiderosa di aumentare la produzione di batterie per i suoi camion, la quale ha inoltre comunicato la chiusura delle vecchie forniture da parte di Romeo, compresa appunta quella per Lion.

Dunque la causa verte innanzitutto su questo primo punto, la violazione della fornitura concordata, ma c'è poi un secondo punto, forse più importante. Lion accusa Nikola di aver contattato i clienti che attendevano da Lion il camion 8T, ovviamente delusi dai ritardi (nel frattempo Lion ha iniziato a produrre da sè le batterie), proponendo il camion Nikola Tre.

Un'operazione che, se confermata, è sicuramente poco trasparente, con la rottura di un contratto e il tentativo di rubare clienti rimasti a bocca asciutta proprio a causa di tale rottura. La corte dell'Arizona ora è chiamata a decidere da che parte sta la ragione.

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