Re-Factory: Renault dedica un intero sito produttivo per retrofit di vecchi veicoli, anche verso l'elettrico

Re-Factory: Renault dedica un intero sito produttivo per retrofit di vecchi veicoli, anche verso l'elettrico

'Re-Factory': uno degli stabilimenti di produzione di Renault, nella fattispecie quello di Flins-sur-Seine, non molto lontano da Parigi, sarà dedicato interamente a procedure di ammodernamento di veicoli esistenti, comprese operazioni retrofit e trasformazione in veicoli elettrici, nell'ottica dell'economia circolare

di pubblicata il , alle 19:21 nel canale Tecnologia
Renault
 

L'arrivo di Luca de Meo alla guida di Renault come CEO ha dato, letteralmente, una scossa al produttore transalpino, che ha deciso di spingere ancora di più sull'acceleratore nel processo di riduzione complessiva dell'impronta ambientale e delle emissioni di anidride carbonica. La parola chiave del recente annuncio è 'Re-Factory': in pratica uno degli stabilimenti di produzione di Renault, nella fattispecie quello di Flins-sur-Seine, non molto lontano da Parigi, sarà dedicato interamente a procedure di ammodernamento di veicoli esistenti, comprese operazioni retrofit e trasformazione in veicoli elettrici, nell'ottica dell'economia circolare.

La mossa ha un duplice scopo: da un lato permette a Renault di spostare le produzioni attualmente attive a Flins (Renault Zoe e Nissan Micra) negli stabilimenti di Douai, concentrando in quel sito la produzione dei veicoli elettrici, dall'altro di farlo senza dover annunciare la chiusura di uno stabilimento.

Re-Factory per allungare la vita utile dei veicoli

'Estendere la vita utile dei veicoli' è questa la missione del progetto, guidato dalla presa di coscienza che il mercato dell'auto è cambiato, con una brusca accelerazione data anche dalla situazione globale attuale. Il mercato dell'usato è letteralmente esploso e in più molti consumatori si stanno allontanando dal modello dell'auto di proprietà, orientandosi maggiormente su modelli in cui l'auto diviene un servizio di mobilità.

Nei prossimi mesi il sito produttivo subirà le opportune trasformazioni e a partire dal 21 settembre 2021 punta a ricondizionare 45.000 veicoli di seconda mano all'anno. In particolare l'attenzione sarà concentrata sulle operazioni di retrofit per convertire i veicoli con motori a pura combustione in opzioni a minore impatto ambientale, dall'ibrido all'elettrico.

L'iniziativa si indirizzerà ai grandi clienti professionali in primis, come le grosse flotte aziendali, i servizi di noleggio e car sharing, ma dovrebbe permettere anche il rinnovo di veicoli di privati. In questo senso Renault spingerà molto sull'adozione della stampa 3D e delle altre tecnologie di manifattura addittiva, per mettere a disposizione pezzi anche personalizzati per collezionisti e auto d'epoca.

Non solo, il sito punta a diventare ancora di più centro di competenza per la riparazione delle batterie delle auto elettriche: Renault punta ad arrivare a una capacità di 20.000 batterie riparate all'anno entro il 2030. Le batterie ricondizionate possono esser poi dedicate a progetti al di fuori della mobilità, come lo stoccaggio di energia (e il successivo rilascio) nei momenti in cui la produzione tramite fonti rinnovabili non è bilanciata dal consumo e viceversa. Quando non sono più considerate abbastanza efficienti per un'auto, le batterie conservano comunque efficienza e capacità per applicazioni meno intensive. Tra il 2021 e il 2030 Renault punta a vendere batterie ricondizionate per un equivalente di 200 MWh.

Non solo retrofit, lo stabilimento di Flins diventerà anche un centro per lo smantellamento dei veicoli a fine vita, permettendo di recuperare e riciclare tutto il possibile. Il progetto ha inoltre altri risvolti interessanti. Dal 2012 a oggi Renault, tramite Indra Network, ha raccolto, ricondizionato e reimmesso sul mercato 400.000 pezzi di ricambio: il sito di Flins diventerà una fonte molte importante di pezzi di ricambio di seconda mano.

7 Commenti
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300027 Novembre 2020, 20:33 #1
Suona bene.
Zurlo27 Novembre 2020, 23:35 #2
Non stanno fermi a pettinare i trans.
Ragerino28 Novembre 2020, 10:05 #3
"Il mercato dell'usato è letteralmente esploso e in più molti consumatori si stanno allontanando dal modello dell'auto di proprietà, orientandosi maggiormente su modelli in cui l'auto diviene un servizio di mobilità."

Il motivo per cui gli utenti si stanno orientando su 'servizio di mobilità' è lo stesso per cui il mercato dell'usato è esploso: le auto nuov costano uno sproposito. Non è difficile da capire.
20+k€ per un utilitaria? lol
Non ne parliamo poi dei prezzi assurdi dell'ibrido o dell'elettrico.
C'è la volontà di trasformare l'auto in un prodotto di lusso per pochi.
kamon28 Novembre 2020, 10:37 #4
Originariamente inviato da: Ragerino
Il motivo per cui gli utenti si stanno orientando su 'servizio di mobilità' è lo stesso per cui il mercato dell'usato è esploso: le auto nuov costano uno sproposito. Non è difficile da capire.


pingalep28 Novembre 2020, 11:16 #5
bellissima iniziativa. in italia dovremmo fare lo stesso e specializzarci sulla trasformazione dei diesel a diesel+metano.
zappy29 Novembre 2020, 10:51 #6
interessante iniziativa, ma mi pare abbastanza difficile da realizzare praticamente.
Korn30 Novembre 2020, 17:30 #7
se è economicamente sostenibile è un ottima idea

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