Jaguar Land Rover non ci sta: rilascia la guida contro le fake news sulle auto elettriche | Link

Jaguar Land Rover non ci sta: rilascia la guida contro le fake news sulle auto elettriche | Link

Arriva la seconda edizione di una guida realizzata da JLR, che ha come scopo informare i consumatori sulle fake news e luoghi comuni che circolano sull'elettrificazione

di pubblicata il , alle 14:30 nel canale Auto Elettriche
Jaguar Land Rover
 

Jaguar Land Rover ha un piano ambizioso per la sua gamma, per lanciarsi a pieno titolo come protagonista dell'elettrificazione. Land Rover mantiene la posizione di leader mondiale dei SUV di lusso (qui la nostra offroad challenge) con Range Rover, Defender e Discovery, tutte famiglie che entro la fine del decennio avranno almeno un modello completamente elettrico.

Jaguar invece farà di più, molto di più. Già entro il 2025 produrrà solo auto 100% elettriche, proprio come la I-Pace, che di fatto è stato il primo SUV europeo completamente a batteria. Per questo JLR si sente in dovere anche di informare adeguatamente i consumatori sull'elettrificazione ormai arrembante. Clienti che spesso sono condizionati da quanto letto su stampa schierata e da politici poco informati.

Jaguar I-Pace

Per questo è nata la guida "Sfatiamo le Fake News sull'auto elettrica", giunta all'atto secondo, e che prende in esame 20 punti, spesso oggetto di false informazioni, paure immotivate, o dati non aggiornati.

Si parla di rete di ricarica, di investimenti nel settore, delle decisioni dell'Europa, e ancora di valore dell'usato, di costi di ricarica, e di molte altre questioni che chi guida elettrico avrà sentito nominare in più occasioni, e che chi deve scegliere è bene che conosca al meglio, senza dati artificiosamente creati, e senza conclusioni estranee alla scienza e alla matematica. La guida può essere consultata o scaricata al seguente link.

Dopo la strategia Reimagine, che ha per oggetto appunto l'elettrificazione della gamma, Jaguar Land Rover arriverà entro il 2039 ad avere zero emissioni di carbonio, grazie anche alla collaborazione di fornitori e catena di produzione.

8 Commenti
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Notturnia03 Aprile 2023, 14:39 #1
lettura interessante tutto sommato
anche se nulla di nuovo
viper-the-best03 Aprile 2023, 15:48 #2
Ah esiste una "stampa schierata" per i motori endotermici?
Credevo fosse solo per l'elettrico...
phmk03 Aprile 2023, 19:29 #3

Ma ...

..."arriverà entro il 2039 ad avere zero emissioni di carbonio"...
Si, e migliaia di tons di polveri da miniere a cielo aperto di litio, cobalto, nickel titanio etc. etc...
Ah ma sono nei paesi "sottosviluppati" ....
P.S. uno dei più grandi giacimenti europei di titanio è in Liguria...
sbaffo03 Aprile 2023, 23:44 #4
"oste com'è il vino? il migliore del mondo, non date retta al miei concorrenti."

Ho sfogliato velocemente la guida, la risposta n.7 è semplicemente ridicola. Spero le altre siano meglio, ma sembra scritta da chelidon.
abbatheking03 Aprile 2023, 23:48 #5
Sì ok, solita manfrina da parte dei produttori di batterie.

Solite risposte

• Nel nord Europa si cancellano gli incentivi perché le auto elettriche non ne hanno più bisogno;
• Un’auto su cinque sulle strade norvegesi è elettrica;
• L’ottanta per cento del mercato delle auto nuove in Norvegia è composto da auto elettriche.
Quanti abitanti conta la Norvegia? E su che estensione?
Tutti e 5 i paesi scandinavi non arrivano alla mtà della popolazione italiana e la loro densità abitativa è di 22 abitanti al km^2. Prenderli ad esempio è, a dir poco, fuori luogo.

• Per la prima volta l’eolico e il solare hanno superato il gas nella produzione di energia. Oggi producono un quinto dell’elettricità nella UE;
1/5 di rinnovabili che è maggiore al gas significa che insieme non arrivano al 40%. Il resto cos'è?
• Oggi ci sono Paesi che producono elettricità per oltre il 90% da fonti rinnovabili;
E sono paesi appunto come la Norvegia ricchi di bacini idrici. Purtroppo sono eccezioni più uniche che rare.
• Otto kW su dieci di impianti di generazione elettrica installati ogni anno sono rinnovabili.
Considerando un capacity factor del 20% (per eccesso) significa che le rinnovabili sono installate al pari degli altri impianti fossili.

• Con l’elettrico si può fare “il pieno” mentre si svolgono altre attività;
E' una possibilità spesso non richiesta o non significativa a fronte di 5 minuti di perdita alla pompa.
• Le BEV rendono possibile cambiare le nostre (errate) abitudini di mobilità e di vita;
Errate secondo chi? Apprezzo che si scriva che è preferibile usare i mezzi pubblici sulle lunghe tratte.
• Avremo 21 mila colonnine di ricarica veloce entro il 2024.
Già oggi siamo tra i paesi messi meglio in Europa in quanto a colonnine. Altre 21 mila colonnine rapide a 400 kW vanno alimentate e il contro è 60 TWh annui.

• Con le elettriche è possibile fare ricariche in modo del tutto indipendente dalla rete;
• L’auto elettrica non appesantisce la rete ma la migliora;
• Collegando i veicoli elettrici alla rete energetica, sia domestica che pubblica, le batterie si possono sfruttare come stabilizzatori, accumulando energia quando viene prodotta in eccesso e cedendola nei momenti di picco dei consumi.
Certo. Spiegatelo a chi deve gestire tutti questi flussi di potenza. E poi cosa facciamo se durante un picco di consumo ho bisogno dell'auto che si sta scaricando per far andare la lavatrice alle 7 di sera? Senza considerare il maggior numero di cicli a cui verrebbe sottoposta la batteria. Tanto vale usarla come accumulatore a fine vita dell'auto.

• Un’auto a benzina sfrutta solo il 30% dell’energia che impiega;
• Le diesel sono un po’ più efficienti, ma arrivano solo al 40% nel migliore dei casi;
• Le vetture elettriche hanno un’efficienza energetica superiore all’80%.
E' vero ma se la ricarica deriva da fonti fossili l'efficienza non è molto diversa. Inoltre ci sono emissioni nocive da pastiglie freno e pneumatici (specialmente gli ultimi) che non sono annullate e cubano per i 2/3 delle emissioni nocive totali di un'endotermica (CO2 a parte ovviamente).

• Fissare obiettivi precisi rende possibile pianificare meglio il futuro;
• L’industria dell’auto e i consumatori in passato sono rimasti scottati dai repentini cambi normativi;
• L’obiettivo del 2035 non è una forzatura ma segue l’andamento naturale del mercato.
Naturale? Dove?
Le pianificazioni si fanno sulla base dei dati e della resa economica sul mercato reale. Fissare una data rischia di avere l'esito opposto: più ci si avvicina a tale data e più la si rimanda per "problemi tecnici" ottenendo una stagnazione di mercato che si porta dietro danni all'economia e un non adeguamento del parco auto più vetusto.

• Aumentano le vendite sul mercato dell’usato delle auto a batteria;
• In Inghilterra le BEV di seconda mano hanno fatto appena registrare un record di vendite: +44%;
• Il mercato inglese viene considerato una cartina tornasole importante per il settore delle vetture a batteria, visto l’alto numero di auto elettriche in circolazione, soprattutto a Londra.
Può essere ma, al momento, si tratta ancora, tuttavia, di una nicchia di mercato. E' presto per fare simili affermazioni.

• Il costo dell’energia rimane al di sotto di un 30% rispetto a quanto si spende per i carburanti tradizionali;
Oggi è abbastanza vero.
• È possibile realizzare una perfetta economia circolare dando una seconda vita alle batterie creando impianti
di stoccaggio dell’energia;
Vero
• Va tenuto conto del milione di clienti che già oggi ricaricano l’elettrica con un impianto fotovoltaico, e di chi usufruisce di una tariffa flat.
Le tariffe flat potrebbero non esistere più domani se l'energia dovesse scarseggiare (e non è una possibilità remota)

• In Europa la previsione per il 2023 è che 1,2 milioni di case si doteranno di pannelli solari sui propri tetti;
Ben venga
• I prezzi dell’energia elettrica vedranno variazioni stagionali che non seguono più il tradizionale andamento
estate-inverno;
• Sono in costruzione cavi per lo scambio e l’integrazione energetica del sistema di approvvigionamento elettrico
europeo in numerose nazioni.
Tutto da dimostrare. Senza nucleare la vedo dura.

• Per potenziare la rete di ricarica di auto elettriche, il governo tedesco ha stanziato 6,3 miliardi di euro nei prossimi tre anni;
• La quota di veicoli elettrici in Germania è cresciuta del 24,8% annuo;
• In Germania oggi il 14,6% di tutte le automobili di nuova immatricolazione è elettrica.
Ok ma nel frattempo il sottocitato studio Deloitte verifica come in Germania sia cresciuta da 49 a 51% la tendenza all'acquisto di endotermiche.

• Quello che conta è il rapporto auto colonnine, e già oggi l’Italia da questo punto di vista è messa molto bene;
• Nel nostro Paese abbiamo 25mila punti di ricarica e 244mila elettriche e ibride plug-in circolanti;
• In Europa avremo colonnine di ricarica elettrica per auto e mezzi pesanti ogni 60 km.
E' vero.

• Nell’ultimo anno gli investimenti sono cresciuti del 77%, arrivano da quota 273 miliardi di dollari;
• In Usa ci sono 2,8 miliardi di dollari di sovvenzioni per aziende che costruiranno negli Stati Uniti batterie per le auto elettriche;
Questo è per favorire il mercato interno e l'indipendenza da paesi esteri (leggi Cina).
• In Europa tutte le auto vendute saranno elettriche nel 2035, traguardo fissato in Usa nel 2030.
Questo sistema di incentivazione potrebbe soffocare il mercato nei prossimi anni e fa parte della "forzatura". Una tecnologia adeguata non necessita di elevati e continui incentivi.

• Aumenta il ricorso alla mobilità privata;
• La predilezione degli italiani per l’auto è attribuita alle carenze del trasporto pubblico;
• È sempre più importante e richiesta la “voglia di veicoli a batteria” nei trasporti pubblici e privati.
Mmh... no. Il mercato auto è in crisi da diversi anni; Le auto si acquistano sempre meno e le nuove generazioni tendono sempre più spesso a farne a meno (specialmente quelle residenti nelle aree metropolitane); La popolazione europea sta invecchiando quindi nei prossimi anni le vendite inizieranno a calare.
Inoltre se le persone scelgono l'auto privata per ovviare alla carenza dei mezzi pubblici direi che sarebbe il caso di incentivare quelli piuttosto che le auto (una corriera a gasolio inquina comunque meno di 53 auto elettriche).

• Sono già in codice rosso Torino, Milano e Padova che si trovano fuori dai limiti di legge;
• Codice giallo per Parma, Bergamo, Roma e Bologna che hanno già consumato la metà dei giorni di sforamento;
• Nessuna delle 13 città monitorate nell’ambito della campagna Clean Cities rispetta i valori suggeriti dall’organizzazione mondiale della sanità.
Vero. Il problema è che a Milano (esperienza personale) e in tutte le città ci sono interi alberghi da 50 o più camere che tengono una temperatura interna di 24 °C tutto il giorno tutti i giorni (invernali)!

• La crescita del fatturato del business dell’auto elettrica si stima sia di oltre 13 miliardi nel 2023;
• La redditività dipenderà dalla capacità di raggiungere alti tassi di utilizzo delle colonnine che al momento è sempre ai massimi livelli;
• Il più grande bacino di profitti per la ricarica domestica e sul posto di lavoro sarà legato a servizi come ricarica EVvehicle-to-grid e vehicle-to-home.
Se così non fosse non staremmo neanche parlando di auto elettriche.

• Deloitte dimostra che il 65% degli italiani pensa ad acquistare un’auto elettrica;
No. Deloitte scrive che il 67% degli italiani valuterebbe un alternativa al motore endotermico ma le BEV sono all'11%. In alcune nazioni, come la Germania, le motorizzazioni tradizionali sono addirittura in crescita di qualche punto percentuale.
• La domanda è ancora frenata dallo scarso supporto degli incentivi;
Direi che di incentivi ce n'è fin troppi visto che a volte avanzano. Alcune nazioni, peraltro, stanno già iniziando a ridurli per recuperare gettito.
• C’è poca informazione sui costi di gestione, anche questo è un freno alla domanda.
Più che altro c'è scarsa fiducia e troppa incertezza sulla mobilità futura. Motivo per cui spingere verso una sola direzione potrebbe essere controproducente.

• L’inquinamento dell’aria significa che quasi 300 mila europei muoiono prematuramente ogni anno;
• La UE ha presentato la proposta di dimezzare l’inquinamento dell’aria entro il 2030;
• I cambiamenti climatici produrranno danni alle infrastrutture italiane di 2 miliardi all’anno fino al 2030.
E' vero e proprio per questo bisognerebbe attuare politiche concrete per l'abbattimento degli inquinanti e degli sprechi. Concrete significa: nucleare, verificare che nelle abitazioni non ci siano più di 20/21°C, raccolta delle acque piovane, incentivazione del trasporto pubblico, ZTL totali (anche per le BEV), costruzione di parcheggi nelle periferie delle città (vedi Famagosta)...

• La rivoluzione avverrà molto prima di quella data;
• Jaguar darà l’addio ai motori termici già nel 2025;
• Si calcola che prima dell’obbligo di legge, le auto elettriche avranno conquistato l’85% del mercato.
Mi stupirei del contrario. Sapendo di non poter più vendere ICE dal 2035, quale costruttore arriverebbe a produrne fino a tale data per poi dover dar supporto al cliente potenzialmente per altri 15 anni?

• La direzione è obbligata: i blocchi alla circolazione per le auto a combustione termica si moltiplicano nel tempo;
E questo va bene in parte; dovrebbero bloccare tutte le auto.
• Tutte le stime di vendita dei modelli elettrici vengono superate di anno in anno;
Stiamo parlando di meno di 1 milione di auto all'anno. Non è detto che la crescita prosegua con questa velocità.
• Fra incentivi ed economie di scala, i prezzi delle auto elettriche si abbasseranno costantemente.
Motivo per cui non serve alcun obbligo o blocco di vendita ICE.

• Cresce continuamente l’uso mistificatorio delle fake news in tema di auto elettriche;
Fosse solo quello...
• I governanti non hanno la giusta comprensione delle nuove tecnologie per poter combattere la disinformazione sul tema della mobilità;
I governanti non hanno la giusta comprensione e basta. Più andiamo avanti e più i voti sono di pancia; di conseguenza la rappresentanza (politici) non potrà che avere una preparazione sempre minore.
• Il Trust Barometer registra una maggiore preoccupazione globale sulla mistificazione, ma aumenta la fiducia nel
settore tecnologico.
Vedremo

Intanto, parlando di uso mistificatorio delle fake news, ricordo che Jaguar Land Rover è di proprietà dell'indiana Tata che sta investendo in litio e batterie per diventare uno dei principali attori della transizione. E' un po' come chiedere all'oste se il vino è buono.
Infine, se la strada è ormai tracciata perché spendersi per convincere gli indecisi? Tanto la loro prossima macchina dovrà essere comunque a 0 emissioni, no?
sbaffo04 Aprile 2023, 01:09 #6
• La domanda è ancora frenata dallo scarso supporto degli incentivi;
ecco un'altra perla, mi ero perso questo ossimoro. (e ce ne sarebbero altre ma non ho voglia di ricominciare le solite discussioni)

Ok, adesso siamo sicuri che è opera del (non) compianto chelidon
gsorrentino19 Aprile 2023, 13:59 #7
Originariamente inviato da: abbatheking
Infine, se la strada è ormai tracciata perché spendersi per convincere gli indecisi? Tanto la loro prossima macchina dovrà essere comunque a 0 emissioni, no?


Perché tu stesso hai scritto delle imprecisioni...basta rileggere e ragionarci per trovarle...
La massa non rilegge e purtroppo ragiona poco...
abbatheking20 Aprile 2023, 09:44 #8
Originariamente inviato da: gsorrentino
Perché tu stesso hai scritto delle imprecisioni...basta rileggere e ragionarci per trovarle...
La massa non rilegge e purtroppo ragiona poco...


Ad esempio?
Io vedo solo molte imprecisioni e prese di posizione ideologiche (o di convenienza) nei punti citati dall'articolo.
Non sono stati neanche in grado di interpretare correttamente i dati forniti dagli studi citati (o li hanno volutamente travisati che sarebbe anche peggio).

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